Continua tra maggioranza ed opposizione in Regione Puglia lo scontro politico e istituzionale sulla riorganizzazione della medicina di prossimità nel territorio salentino, soprattutto sulla realizzazione delle Case di Comunità. Il consigliere regionale Paolo Pagliaro, presidente del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale, ha reso noti gli esiti di un nuovo ciclo di ispezioni condotto direttamente sul campo per verificare il reale stato di avanzamento delle Case di Comunità previste e dichiarate funzionanti nel territorio della ASL di Lecce.
L’operazione nasce a seguito dell’acceso confronto registratosi lo scorso 19 ottobre in Commissione Sanità con l’assessore regionale alle Politiche della Salute, Donato Pentassuglia. In quell’occasione, la relazione dell’ASL Lecce indicava come “attivate e attestate” 17 Case di Comunità, rassicurando sull’avvenuto raggiungimento degli obiettivi previsti.
I nodi dell’overbooking e le difformità riscontrate sul campo
Nel merito della programmazione finanziaria e strutturale, Pagliaro chiarisce come, delle 17 strutture indicate dalla Regione, soltanto quella di Matino rappresenti un intervento “nativo”, ossia finanziato con le risorse del PNRR (Missione 6 Salute) e regolarmente costruito ed equipaggiato.
Le altre 16 strutture sono state individuate mediante la modalità dell’overbooking regionale — con uno stanziamento straordinario di 50.000 euro ciascuna per l’adeguamento dei locali — allo scopo di raggiungere i target regionali entro le scadenze. Tuttavia, i sopralluoghi effettuati dalla delegazione di Fratelli d’Italia nei diversi comuni salentini avrebbero documentato una realtà nettamente difforme rispetto alle relazioni ufficiali:
Lecce, Squinzano e Surbo: cantieri ancora aperti o strutture del tutto inattive.
Cavallino: presidio sprovvisto di insegna sanitaria e con arredi non allestiti.
San Cesario: presenza di personale medico e infermieristico ma a orario ridotto e senza alcuna segnaletica esterna per la cittadinanza.
Copertino, Campi Salentina e Casarano: allestimenti provvisori ridotti a singole stanze all’interno di distretti, carenti delle apparecchiature diagnostiche di base (come gli elettrocardiografi).
Monteroni, Veglie e Gagliano del Capo: lavori di ristrutturazione ancora in corso o a rilento.
«I fatti documentati smentiscono la relazione fornita in Commissione – dichiara il consigliere regionale Paolo Pagliaro –. Confermiamo che tra tutte le strutture visitate, solo quella di Matino è realmente operativa e in grado di erogare le prestazioni previste dal DM 77/2022. Le Case di Comunità dovrebbero garantire la presenza continua di medici e infermieri, visite specialistiche e diagnostica di base, evitando che i cittadini debbano intasare i pronto soccorso in affanno».
Richiesta di trasparenza e rispetto delle prerogative ispettive
L’esponente di Fratelli d’Italia ha infine richiamato la nota inviata dal presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Antonio Matarrelli, inerente la garanzia e la tutela del diritto di ispezione spettante ai consiglieri regionali presso le strutture sanitarie pubbliche.
Pagliaro ha confermato che i sopralluoghi proseguiranno nei restanti Comuni interessati dalla programmazione regionale, al fine di sollecitare un’accelerazione dei lavori e garantire la massima trasparenza sull’impiego dei fondi pubblici a tutela del diritto alla salute dei cittadini.












