Tiene banco nel dibattito sanitario salentino il caso legato alle criticità diagnostiche registrate nel presidio oncologico dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Una polemica che vede contrapposti i vertici dell’Azienda Sanitaria Locale e il consigliere regionale e presidente del gruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, al centro di un botta e risposta serrato riguardo alla reale efficienza delle apparecchiature e alla gestione dei pazienti oncologici in attesa di accertamenti.
La denuncia iniziale e la replica dell’ASL
Il caso è emerso a seguito delle segnalazioni raccolte rispetto all’improvviso annullamento di esami diagnostici programmati, comunicati agli utenti a ridosso della data fissata. Una situazione che aveva spinto l’opposizione consiliare a denunciare il disagio vissuto da malati fragili, costretti a subire rinvii imprevisti per via di presunti guasti tecnici.
A stretto giro è arrivata la precisazione ufficiale dell’ASL di Lecce che, interpellando la direzione della Radiologia, ha seccamente smentito l’esistenza di guasti tecnici o interruzioni riguardanti le macchine TAC, dichiarate «tutte regolarmente funzionanti». Secondo la nota dell’azienda sanitaria, l’unico inconveniente temporaneo avrebbe invece interessato l’apparecchiatura per la Risonanza Magnetica, rimasta inattiva per alcuni giorni (da sabato a martedì). L’ASL ha inoltre sottolineato che gli appuntamenti coinvolti sono stati riprogrammati nell’arco di circa dieci giorni e che, per smaltire l’arretrato, è stata persino organizzata una seduta straordinaria.
La controreplica di Pagliaro: «I pazienti confermano gli stop»
Una versione, quella fornita dai vertici sanitari, che non ha convinto il consigliere regionale Paolo Pagliaro, il quale ha ribadito con forza la fondatezza delle lamentele giunte direttamente dai cittadini e dai malati oncologici.
«Hanno telefonato dal Centro Diagnosi e Cura dell’ospedale Vito Fazzi per annullare la TAC programmata, senza dare un’alternativa, senza un altro appuntamento o una soluzione immediata altrove – ha dichiarato Pagliaro –. I pazienti che si sono rivolti a noi ci hanno confermato tutto. La smentita dell’ASL appare come un tentativo maldestro di coprire i disservizi, ma la cosa più grave è che, nell’ansia di replicare, non ci si sia preoccupati di offrire percorsi alternativi concreti a chi ha bisogno di esami salvavita».
Il confronto resta dunque aperto, sollevando interrogativi profondi sulla tempestività della presa in carico dei malati oncologici e sulla trasparenza nella gestione dei canali di comunicazione con l’utenza nei presidi ospedalieri del territorio.












