Un atteggiamento culturale sempre più aperto e consapevole, frenato però da ostacoli economici e organizzativi concreti. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta da Unobravo — basata su un campione di 1.699 adulti in tutta Italia — che fotografa il rapporto dei cittadini baresi con il benessere psicologico e i servizi di supporto professionale.
Dallo studio emerge un dato particolarmente significativo: a Bari il 40% degli intervistati indica nel costo della terapia il principale ostacolo all’accesso al supporto psicologico, a fronte di una media nazionale fermata al 29%. Una forbice di ben undici punti percentuali che evidenzia come il fattore economico rappresenti una barriera preponderante sul territorio.
Tra percezione positiva e barriere materiali
Nonostante le difficoltà economiche e logistiche, nel capoluogo pugliese si registra un forte cambiamento culturale nei confronti della salute mentale:
Il 78% dei baresi considera un atto di coraggio e un segno di forza — e non di debolezza — chiedere aiuto a un professionista, superando la media nazionale del 71%.
Il 66% degli intervistati dichiara che cercherebbe probabilmente supporto professionale in caso di difficoltà emotive o psicologiche (contro il 62% della media italiana).
Il 37% ammette tuttavia che incontrerebbe difficoltà concrete ad accedere materialmente alle cure in caso di necessità (rispetto al 29% nazionale).
Il divario tra la volontà di intraprendere un percorso e la percezione delle possibilità effettive di accesso trova riscontro nell’analisi delle barriere percepite a Bari rispetto al resto del Paese:
| Possibile ostacolo | Bari | Media nazionale |
| Costo della terapia | 40% | 29% |
| Lunghi tempi di attesa | 17% | 11% |
| Difficoltà nel conciliare appuntamenti, lavoro e famiglia | 16% | 10% |
Le strategie di coping e il ricorso ai professionisti
La ricerca esplora anche le forme di sostegno informale o alternativo a cui i cittadini ricorrono per gestire il proprio benessere psicologico:
Il 39% dei baresi si affida al supporto di amici o familiari (valore allineato al 38% nazionale).
Il 39% sceglie di praticare attività fisica o esercizio per favorire il benessere mentale (superiore al 33% registrato in media in Italia).
Il 10% dichiara di essersi rivolto a uno psicologo o terapeuta privato (rispetto al 14% della media nazionale).
I dati complessivi delineano uno scenario in cui il nodo centrale a Bari non risiede nella disponibilità psicologica e culturale a chiedere aiuto, bensì nella sostenibilità economica e nella gestione dei tempi d’attesa e degli impegni quotidiani. Per chi desidera approfondire l’analisi e consultare i dati integrali, lo studio completo è disponibile sul portale ufficiale di Unobravo.












