La Prima Commissione consiliare della Regione Puglia, presieduta da Ubaldo Pagano, ha approvato a maggioranza — con il voto contrario delle forze di opposizione — il disegno di legge relativo al riconoscimento di debiti fuori bilancio. Il provvedimento, che attraverso un emendamento ha accorpato sei distinte delibere finanziarie, ammonta a un valore complessivo di 399.833,33 euro.
Dalla relazione illustrata dal presidente Pagano emerge come la quota principale del provvedimento sia assorbita da un singolo contenzioso giudiziario di consistente entità, pari a 351.487,09 euro.
Il caso del progetto “CPBI” e la condanna in Appello
La somma più rilevante deriva da un lungo e articolato contenzioso legale legato alla realizzazione del progetto di ricerca e sviluppo denominato “CPBI – Continuous Pervasive Business Innovation”, ammesso a finanziamento nell’ambito del PO FESR 2007-2013 (Azione 1.2.4 “Aiuti a sostegno dei Partenariati Regionali per l’innovazione”).
La ricostruzione della vicenda evidenzia i passaggi salienti che hanno portato alla quantificazione del debito:
L’origine del contributo: Nel 2012 la Regione Puglia aveva concesso in via provvisoria un contributo totale di 830.187,97 euro a un raggruppamento di imprese e organismi di ricerca, di cui 343.074 euro destinati alla società capofila OR.COM. S.r.l. Unipersonale.
La revoca e il fallimento: Nel marzo 2015 il Servizio Ricerca Industriale ha disposto la revoca del contributo alla sola capofila a causa del sopraggiunto fallimento della società prima dell’erogazione del saldo, avviando le procedure per il recupero dell’anticipazione già versata (pari a 171.537 euro).
I gradi di giudizio: Dopo il rigetto dell’insinuazione al passivo da parte del Curatore fallimentare e la successiva causa civile intentata dalla curatela dinanzi al Tribunale di Palermo, la domanda di pagamento avanzata dal fallimento era stata inizialmente respinta nel 2020.
La sentenza di condanna: L’esito è stato tuttavia ribaltato dalla Corte d’Appello di Palermo con la sentenza n. 1567/2026. I giudici di secondo grado hanno condannato la Regione Puglia a corrispondere i 171.537 euro a titolo di contributo in conto capitale residuo, a cui si sono aggiunti interessi legali maturati dal maggio 2014, spese generali e compensi professionali liquidati per entrambi i gradi di giudizio, per un totale definitivo di 351.487,09 euro.
Con l’approvazione in Commissione Bilancio, il provvedimento passa ora all’esame dell’Aula per la definitiva regolarizzazione contabile delle risorse impiegate.












