Iscritti quattro medici nel registro degli indagati nell’ambito del fascicolo aperto per omicidio colposo sulla scomparsa di Valentina Filannino, la donna di 35 anni deceduta a Barletta a brevissima distanza dal suo dimissionamento dal Pronto Soccorso dell’ospedale “Monsignor Raffaele Dimiccoli”.
L’azione della Magistratura, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, si è attivata a seguito della formale denuncia sporta dalla madre della vittima presso i Carabinieri, tesa a fare piena luce su eventuali responsabilità sanitarie o negligenze nei protocolli di diagnosi e cura.
La ricostruzione dei fatti: dal dolore alla gamba al tragico epilogo
In base agli elementi conoscitivi raccolti nelle prime fasi investigative, la giovane donna si era presentata al presidio ospedaliero cittadino nella serata dello scorso 29 ottobre, lamentando un forte dolore localizzato a un arto inferiore, che si presentava visibilmente edematoso e discromico.
Il percorso assistenziale all’interno della struttura avrebbe previsto:
L’esecuzione di accertamenti diagnostici e consulenze specialistiche di reparto.
Il successivo dimissionamento con la prescrizione di un trattamento farmacologico domiciliare.
Una volta rientrata presso la propria abitazione, tuttavia, il quadro clinico della 35enne è precipitato improvvisamente a causa di un grave malore. Il tempestivo intervento dei sanitari del 118 e il conseguente trasferimento d’urgenza nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Dimiccoli si sono purtroppo rivelati vani, con il sopraggiungere del decesso poco dopo il ricovero.
Le indagini e il conferimento dell’incarico autoptico
Come confermato attraverso una nota ufficiale dall’organo inquirente tranese, le autorità giudiziarie stanno procedendo con l’acquisizione della documentazione clinica e il compimento di tutti i passaggi istruttori volti a definire l’esatta dinamica dell’accaduto e a determinare le cause eziologiche della morte.
Nei prossimi giorni la Procura affiderà formalmente l’incarico per l’esame autoptico e gli accertamenti medico-legali e tossicologici, i cui riscontri saranno incrociati con il materiale investigativo raccolto dalle forze dell’ordine per valutare la sussistenza di nessi causali.












