La Newo? Sul nuovo inceneritore da realizzare nel quartiere San Pio di Bari per i Verdi della Provincia di Bari capeggiati da Mimmo Lomelo è tutto molto chiaro: il procedimento autorizativo deve essere considerato nullo in quanto continee in se gravi vizi formali e sostanziali. Ai sindaci, al M5S, allo stesso Michele Emiliano che ha sottolineato la possibilità di rivedere il processo autorizzativo, adesso anche i Verdi baresi puntano l’indice contro l’impianto di ossicombustione.
Secondo il gruppo degli ambientalisti, infatti, “il procedimento autorizzatorio dell’inceneritore della società NEWO è nullo perché invalidato da gravi vizi formali e sostanziali”. Così come la “Valutazione di impatto ambientale e l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciate dalla Regione Puglia sono illegittime e pertanto nulle”.
Per ottenere la Valutazione d’Impatto Ambientale, la Ditta proponente (NEWO SpA) ha presentato, come previsto dalla legge, uno “Studio d’Impatto Ambientale”.
“La Legge Regionale n° 11/01 – hanno spiegato i Verdi in una conferernza stampa questa mattina a Bari – che segue le linee guida Nazionali e che, a loro volta, hanno recepito una direttiva della Comunità Europea, prevede il diritto da parte del Pubblico (ovvero dei Cittadini) alla partecipazione al procedimento decisionale in materia Ambientale (Trattato di Arhus recepito dall’Italia con Legge n° 108 del 2003). Come avviene la partecipazione dei Cittadini al procedimento decisionale? Attraverso le cosiddette “osservazioni” a quella parte dello Studio d’Impatto Ambientale, presentato dalla Ditta proponente, chiamata Quadro Ambientale”.
“La Legge prevede ancora che le Amministrazioni vengano avvisate della presentazione di questo Studio attraverso notifica, mentre i Cittadini vengono a conoscenza dell’eventualità di nuovi insediamenti industriali attraverso pubblicazione, a cura delle Ditte proponenti, su un quotidiano locale e su un quotidiano nazionale, come previsto dal Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 Art. 28 (Misure di pubblicità). Ma nel fascicolo del procedimento autorizzatorio risulta solo la pubblicazione sul quotidiano La Repubblica del 24/03/2016 nella cronaca di Bari, mentre non esiste traccia dell’avviso pubblico sul quotidiano a tiratura nazionale”.
Un cavillo di legge, dunque, non rispettato che renderebbe nulla l’intera procedura, secondo i Verdi.
“Riteniamo – dicono – che la Regione, molto serenamente, debba prendere atto di quanto da noi affermato, verificare la veridicità dell’irregolarità nell’espletamento della procedura relativa allo Sudio d’Impatto Ambientale e con estrema urgenza ritirare la Determinazione n° 7 del 25/01/2018 del Dirigente Sezione Autorizzazioni Ambientali”.











