Brindisi, diceva di vedere la madonna e riceveva offerte dai fedeli. Dopo l’arresto per truffa anche l’accusa di evasione fiscale

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Nei giorni scorsi, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brindisi hanno ultimato l’analisi della posizione fiscale di Sveva Cardinale, principale indagata dell’operazione denominata “Reservoir Dog”, tratta in arresto insieme al marito il 29 gennaio, per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata. La Cardinale per molti anni affermata di vedere la Madonna, e la gente, per questo, le lasciava delle offerte in denaro. Offerte che hanno provocato ingenti ed illeciti guadagni che adesso, dopo le indagini penali, stanno arrivando al nodo anche dal punto di vista della tassazione.

Le indagini fiscali effettuate dalle fiamme gialle hanno rilevato che le condotte censurate in sede penale hanno generato in capo all’indagata il suo illecito arricchimento per circa 4 milioni di euro.

Tale importo è stato recuperato a tassazione in quanto ritenuto provento dell’attività illecita e, pertanto, soggetto per legge all’IRPEF, imposta gravante sui redditi delle persone fisiche. L’imposta complessivamente evasa è stata stimata in circa 1,5 milioni di euro, con riferimento agli ultimi cinque anni d’imposta che sono stati oggetto della verifica fiscale.

Sulla base degli accertamenti esperiti, la Procura della Repubblica di Brindisi, condividendo le argomentazioni fornite dalle fiamme gialle, ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza – finalizzato alla confisca per equivalente – delle disponibilità liquide dell’indagata per un ammontare di 250.000 Euro. Il provvedimento, successivamente, è stato convalidato dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi.

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