Cgil e Flai Bari in giro per le campagne a informare i braccianti

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Ancora in campo, per denunciare le condizioni di lavoro degli operai agricoli nella nostra provincia, per informare i lavoratori impegnati nella stagione delle grandi raccolte e della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli che raggiungeranno i mercati di tutta l’italia e l’europa. #Ancoraincampo è la campagna – lanciata dalla Flai nazionale –partita il 2 luglio con la acinellatura e che proseguirà poi con la raccolta dell’uva, vede impegnati militanti e dirigenti della Cgil e della Flai di Bari.

“Mentre c’è chi al Governo pensa a reintrodurre strumenti come i voucher che favoriscono il lavoro nero e grigio e, rispondendo a istanze di quella parte di mondo produttivo più reazionaria e refrattaria alle norme, pensa addirittura di sabotare una legge di civiltà come la 199 del 2016 di contrasto al caporalato, noi dall’alba siamo in giro per le campagne del Barese a fare sindacato di strada, a far conoscere ai lavoratori italiani e stranieri, che magari hanno anche qualche difficoltà con la lingua e la conoscenza dei contratti, quali sono i loro diritti, i salari previsti dal contratto, le opportunità di denuncia offerte dalla 199”, spiegaAnna Lepore, segretario generale della Flai Cgil di Bari.

“Purtroppo i tavoli istituzionali, le nuove norme di contrasto, le campagne di sensibilizzazione prodotte in questi anni trovano un muro invalicabile nell’atteggiamento di tanti imprenditori che pensano di poter competere sul mercato non consorziandosi, facendo massa comune e aumentando il proprio potere contrattale nei confronti della Gdo o delle industrie di trasformazione, valorizzando le proprie produzioni di qualità, ma ancora sfruttando il lavoro, comprimendo i diritti, in ancora troppi casi riducendo in schiavitù uomini e donne immigrate”, la denuncia di Anna Lepore.

“Come Cgil e Flai abbiamo avanzato proposte concrete a nostro avviso utili a togliere spazio d’azione ai caporali, anche recepite dai protocolli istituzionali – affermaGigia Bucci, segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Bari -.. Ovvero sperimentare forme di collocamento pubblico per l’incontro di domanda e offerta di lavoro, servizi di trasporto e forme di accoglienza organizzata. Purtroppo sul piano delle iniziative concrete siamo in ritardo e nei nostri territori persistono condizioni di sfruttamento e accampamenti di fortuna per chi si sposta nel periodo delle grandi raccolte. Tutto questo è inaccettabile e richiama lo Stato e i suoi organismi di controllo a un’azione decisa, altro che voucher e legge 199 da modificare”, afferma il segretario generale della Cgil di Bari.

“Non basta una legge, serve che la stessa venga applicata e fatta vivere in pieno. Così deve essere per la 199. Ma ai cittadini tutti vogliamo ricordare – conclude Bucci – che siamo #Ancoraincampo per difendere gli interessi e la dignità non solo dei lavoratori sfruttati ma dell’intera collettività. Secondo il rapporto sulle Agromafie dell’Osservatorio Flai Placido Rizzotto il lavoro irregolare in Italia vale 77 miliardi di euro, con 4,8 miliardi di business per i caporali e 1,8 miliardi di evasione contributiva. Lavoro nero e sfruttamento significano meno diritti e meno soldi nelle tasche di chi lavora ma anche risorse sottratte al sistema Paese, una tara insostenibile per la condizione di crisi economica che viviamo da anni. La lotta contro caporalato e sfruttamento è una lotta nel nome degli italiani tutti”.

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