Chiusure totali, aperture totali, possibilità di scegliersi una serie di date in cui restare aperti, mettendo la parola fine alla liberalizzazione selvaggia delle aperture domenicali dei negozi (e dei centri commerciali, soprattutto) che tante polemiche stanno portando in questi giorni al centro del dibattito politico.
“Trovo giusto, sacrosanto e decisivo il proposito del Governo di chiudere i negozi la domenica, in primo luogo i centri commerciali ovvero tutte quelle attività che non hanno il carattere della essenzialità o della stagionalità. Va riaffermata la dignità del lavoro e il primato delle relazioni umane su quelle commerciali” è la presa di posizione del Coordinatore Regionale della Lega, Andrea Caroppo, sul tema del quale sta discutendo in queste ore il Paese.
“La scellerata norma introdotta dal Governo Monti, che ha tolto ogni limite agli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali e persino l’obbligo di chiusura domenicale e festiva o della mezza giornata infrasettimanale, ha sconvolto la vita di tanti italiani e delle loro famiglie. La domenica un conto è avere bisogno di un medicinale urgente o di un panino in una località turistica, un conto passeggiare in un centro commerciale anziché in riva al mare costringendo i dipendenti di quell’esercizio a non potersi dedicare al riposo, al culto, ai figli, agli amici, agli anziani e/o agli ammalati. Mi auguro che il governo non receda dal proposito di limitare questa erosione degli spazi e dei tempi di libertà e gratuità delle persone che va a danno delle stesse persone e del tessuto sociale – conclude Caroppo -: la domenica e le festività sono presidi della nostra umanità che dobbiamo difendere”.
Ma intanto la Lega ha modulato il tiro, e la sua proposta prevede, in buona sostanza, di stabilire otto aperture all’anno anche con l’intesa con le Regioni. Se ne discuterà venerdì prossimo alla Camera dei Deputati quando la commissione Attività produttive della Camera avvierà l’esame delle proposte di legge sulla nuova regolamentazione degli orari degli esercizi commerciali.
“Abbiamo deciso – sottolinea il capogruppo Lega alla Camera, Riccardo Molinari – di sostenere i contenuti della proposta Saltamartini-Molinari. Si tratta di un provvedimento che ci chiedono le associazioni dei commercianti schiacciati dalla liberalizzazione selvaggia di Monti e dai vantaggi competitivi della grande distribuzione. Vogliamo tutelare il commercio tradizionale e dare un messaggio di attenzione alle famiglie il cui il tempo libero non deve essere dedicato solo al consumismo. Vogliamo tutelare il commercio tradizionale, perché questi anni di liberalizzazione selvaggia e prolificazione smodata della grande distribuzione hanno desertificato i centri storici».











