HomePoliticaEnrico Lucci: “A sinistra siamo dei cogl***i”

Enrico Lucci: “A sinistra siamo dei cogl***i”

“Ho troppa stima della intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti cogl***i che possano votare facendo il proprio disinteresse”, allora a parlare era il Cavaliere Silvio Berlusconi, anno 2006, mentre si apprestava a perdere la sfida – per una manciata di voti – con Romano Prodi.

Dopo 12 anni l’amara confessione di un uomo da sempre a sinistra, l’autocritica infelice di Enrico Lucci, ex Iena di Italia1, che adesso conduce un programma in Rai. Lucci è intellettualmente onesto: “Una persona che arriva dal Ghana non ha gli stessi diritti di un italiano che aspetta da 15 anni una casa popolare. Bisognava avere le palle di spiegarlo e di spiegarlo bene”.

Lucci ha inteso lo scollamento profondo che v’è stato in questi anni tra élite e popolo:  “La migrazione nel mare andava interrotta perché è illegale e criminale e che gli uomini che viaggiano sono senz’altro nostri fratelli perché i razzisti e gli xenofobi ci ripugnano, ma non è quello il modo di venire in Europa”.

Per chiudere: “La sinistra non ha avuto il coraggio di ribadire cose ovvie e neanche i cogl***i di mandare le navi militari in Siria a salvare chi stava scappando da guerre vere e torture”.

Non un endorsement per Matteo Salvini, anzi plaude all’ex Ministro degli Interni Minniti, che però secondo Lucci è arrivato in notevole ritardo sulla scena e sugli eventi, con una sinistra che da vent’anni è in deelay col sentimento del Paese.

Ed ha proprio mondato il nocciolo del problema, dire h24 che i leghisti fossero abietti e la percezione delle difficoltà spropositata, non ha fatto altro che alimentare la rabbia di chi la micro-criminalità, il lavoro precario, la disoccupazione dei figli, l’invasione etnica e i colpi delle tasse, li ha subiti.

A molti di noi è passata davanti la scena degli anziani indigenti con la pensione minima a raccattare qualcosa dall’immondizia, mentre poi esplodevano casi di violenza nei centri d’accoglienza perché il riso fosse scotto o lo smartphone inadeguato alle mode del momento.

Quando divampa l’incendio della guerra tra poveri, la gente osserva soltanto chi senza se e senza ma, porta secchi d’acqua, e non chi pontifica soluzioni filosofiche.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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