Ilva, c’è l’accordo anche per gli elettrici. L’Ugl: “Taranto Energia, accordo punto di partenza”

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Terminate le votazioni per l’approvazione sull’ipotesi di accordo sottoscritta al Ministero dello Sviluppo Economico il 6 settembre 2018, tra Ilva in AS, ArcelorMittal, UGL-CGIL-CISL-UIL e USB con le relative federazioni interessate, metalmeccanici, marittimi, elettrici.

Il Segretario Provinciale UGLM Domenico Gigante e il Segretario Provinciale UGLM con delega Ilva Andrea Ferraioli, definiscono il risultato delle votazioni un “importante consenso a seguito di quanto duramente svolto con la Segreteria Nazionale UGLM Antonio Spera, per la vertenza Ilva durante questi lunghissimi mesi”.

“Riteniamo che – dicono gli esponenti dell’Ugl tarantina – dal 15 settembre ArcelorMittal inizierà il suo percorso per quanto illustrato durante la trattativa, sotto l’aspetto ambientale e della sicurezza, di notevole importanza per il proseguo di quanto sottoscritto. L’accordo è il miglior risultato possibile che le organizzazioni sindacali potessero ottenere a seguito di un contratto già sottoscritto dal precedente governo ed ArceloMittal, vincolante sotto l’aspetto sia politico che sindacale”.

Intanto lo scorso 13 settembre si è tenuto presso la direzione Ilva S.p.A di Taranto, l’incontro tra ArcelorMittal, la controllata Taranto Energia Srl che prenderà il nome di Arcelor Mittal Italy Energy S.r.l. e le organizzazioni sindacali UGL Chimici – Filctem – Flaei e Uiltec.

Per la UGL Chimici erano presenti, il segretario nazionale UGL Chimici Eliseo Fiorin, il Segretario Territoriale Alessandro Calabrese e le due RSU, Concetta Diponzo e Antonio Rialto.

Nel corso della riunione si è approfondito il contenuto dell’ipotesi di accordo ed è stata definita la struttura retributiva dei lavoratori di Taranto Energia Srl a cui ricordiamo, è stato mantenuto, non con poche difficoltà, il CCNL Elettrico.

Le organizzazioni sindacali del comparto elettrico hanno concordato con ArceloMittal, sull’esigenza di intraprendere un percorso dedicato per esaminare il programma industriale e l’eventuale futura organizzazione del lavoro.

Si è anche svolta una assemblea unitaria con i lavoratori per illustrare i contenuti dell’incontro mattutino e chiarire alcuni aspetti sull’ipotesi di accordo sottoscritta; al termine della stessa si sono svolte le votazioni a scrutinio segreto che hanno portato ad un risultato importante come nei metalmeccanici, l’approvazione del testo “ipotesi di accordo del 6 settembre” con un consenso pari al 76,11%.

“Importante ribadire – aggiunge Calabrese – che l’oramai verbale di accordo, diventato tale dopo l’espletamento delle votazioni, non è il punto di arrivo per la neo ArcelorMittal Italy Energy Srl, ma il punto di partenza, in quanto per le centrali elettriche restano degli aspetti importanti da discutere, coscienti dell’inizio di un nuovo percorso, parte del rilancio ecocompatibile che ArcelorMittal ha pensato per tutto il Gruppo Ilva, non trascurando la salute dei cittadini della città di Taranto e dei lavoratori.

Calabrese ha poi sottolineato come “l’accordo siglato è il migliore possibile che poteva essere sottoscritto in sede nazionale ma è altrettanto vero che definire lo stesso, come spesso leggiamo sui vari media “accordo esuberi zero” è parzialmente esatto, in quanto è vero che nessun lavoratore potrà rimanere senza un sostegno minimo sino al 2025, ma è altrettanto vero che rispetto ai 10700 lavoratori che assumerà ArcelorMittal, centinaia di lavoratori (partecipate comprese) rimarranno in carico all’amministrazione straordinaria o usufruiranno della cassa integrazione, per quest’ultimi non mi sento pertanto, di poter esprimere soddisfazione”.

Ci saranno, infatti, circa 2000 persone che resteranno fuori dalle assunzioni di Arcelor Mittal, e per questi sono previsti piani di esubero, di prepensionamento e di allontanamento volontario ed incentivato.

“Valuteremo con ArcelorMittal – dice il sindacalista dell’Ugl – eventuali ipotesi a seguito degli esodi previsti con incentivo lordo pari a 100 mila euro per chi volesse cessare il rapporto di lavoro, magari in prossimità della pensione, mantenendo comunque, oltre l’incentivo, anche un minimo di reddito mensile, riducendo contestualmente il personale che dovrà usufruire della Cigo. Oggi però, dobbiamo pensare alla ” popolazione” dell’indotto, che non è stata dimenticata, infatti è stato già richiesto l’incontro dalle Segreterie Nazionali confederali, per continuare su un percorso cautelativo anche nei confronti dei lavoratori dell’indotto, prioritari tanto quanto idipendenti diretti del Gruppo Ilva”.

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