Per celebrare il centenario della nascita di Aldo Moro (in verità nato sì a settembre, ma nel 1916) allo statista di Maglie è stato dedicato, su iniziativa dell’Università di Bari, un concerto dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana nella restaurata sala dell’Auditorium “Nino Rota”. Non poteva essere fatta scelta migliore dal punto di vista musicale, anche in considerazione del fatto che sono passati 40 anni dalla morte, avvenuta, come è noto, per mano delle Brigate Rosse.
Dopo i saluti di rito da parte del Vice Direttore del Conservatorio, m° Giovanni Francia e dal Rettore prof. Uricchio è cominciato il concerto con mezz’ora di ritardo (poi ne spiegheremo i motivi). L’Orchestra Metropolitana (ex Orchestra della Provincia) è un’eccellenza di Puglia che opera da ben 50 anni, riconosciuta nel 1971 dal Ministero dello Spettacolo “Formazione di interesse nazionale”. Diretta nel tempo da prestigiosi maestri di caratura internazionale, negli ultimi tempi ha visto sul podio direttori pugliesi, orgogliosamente nostri talenti.
La composizione, per soli, coro e orchestra è stata eseguita sotto la conduzione del m° Sergio Monterisi con le voci soliste di Cristina Giannelli (soprano), Loriana Castellano (mezzosoprano), Francesco Toma (Tenore) e Giuseppe Naviglio (baritono), tutti pugliesi, più il Coro Harmonia del nostro Ateneo e il Coro UNIFG dell’Università di Foggia. Un’autentica produzione sul territorio che per profondità, vigore, efficacia e intensità ha sedotto il pubblico. Alla fine ci sono stati almeno 5 minuti di applausi ininterrotti. Un trionfo!
Il Requiem di Mozart è una Messa di una bellezza cupa e solare che non ha eguali nella storia della musica sacra per come riesce a condizionare gli stati d’animo degli ascoltatori. Vi si fondono momenti di straordinario senso teatrale melodrammatico e altri rigorosamente classici. Si articola in 8 parti che corrispondono alle parti della Messa: “Introitus”, “Kyrie”, Sequentia” (fatto di sei brani), “Offertorium”, “Sanctus”, “Benedictus”, “Agnus Dei”, “Communio”. I momenti che emozionano maggiormente sono il “Dies irae”, il “Kyrie”, il “Confutatis” e lo struggente “Lacrymosa”. Questi movimenti, tutti caratterizzati da un impeto notevole, evocano la grandiosità di Dio, la sua ira e la sua misericordia. E proprio la misericordia trova una struggente testimonianza nel “Lacrymosa”, quando il coro sembra quasi piangere accompagnato dai violini.
La sensazione è di infinito equilibrio sia nei passaggi più impetuosi che in quelli pacati: l’attenzione dell’ascoltatore rimane sempre alta e non manca pura emozione. Il finale, maestoso come l’inizio, denuncia uno stile diverso da quello mozartiano: non dimentichiamo che il Requiem fu l’ultima opera di Mozart, scritta su letto di morte, incompiuta, poi completata da tale Franz Xaver Sussmayr.
A margine non possiamo sottacere una protesta da parte dei professori d’orchestra che ha suscitato non poche polemiche. E’ stata letta una nota sindacale in cui i musicisti hanno denunciato una serie di problematiche: a tutt’oggi l’Orchestra non ha una sede, mentre l’Auditorium che è stato restaurato anche con 3,5 mln di euro dalla ex Provincia (oggi Città Metropolitana) è sempre stato la sua dimora storica. A distanza di sei mesi dalla fine dei lavori tutto tace in merito. Ma c’è di più! Anziché festeggiare i 50 anni di vita dell’Orchestra, si continua a ridurne l’organico, e poichè non esiste alcuna progettualità, attualmente la nostra “sinfonica” è scivolata all’ultimo posto in Italia per contributi ministeriali. Per finire si contesta una scarsa considerazione, sia per calendari che spesso vengono stravolti con comunicazioni all’ultimo momento, sia per programmi che prevedono concerti lontani dalla musica classica.
Aggiungiamo una nota in chiusura per gli organizzatori dell’Ateneo barese: in caso di concerti a ingresso libero, come domenica scorsa, è necessaria una migliore organizzazione onde evitare vergognose raccomandazioni per farsi riservare un posto a sedere, code lunghissime ai cancelli, discussioni violente, e minacce (sic! a un responsabile dell’Orchestra). Solitamente, per gli eventi organizzati direttamente dal Conservatorio “Piccinni” abbiamo trovato ben altri standard con una propria organizzazione efficace ed efficiente grazie ad un sistema di gestione elettronica delle prenotazioni e assegnazione del posto a sedere.











