“Ancora una volta i fatti smentiscono la retorica del governo gialloverde, e questa volta c’è di mezzo la tenuta del comparto sanitario pugliese”.
A spiegare la situazione è, con una nota, il consigliere regionale del Partito Democratico Sergio Blasi.
“Accade infatti – sostiene Blasi – che nel pieno della definizione del bilancio di previsione 2019, la Regione Puglia scopra di dover fronte a circa 70 milioni non previsti soltanto per pareggiare gli attuali standard della sua offerta sanitaria”.
“Il motivo è presto spiegato: il governo ha fatto sapere che lo Stato non prenderà più in carico la spesa per il rinnovo contrattuale (per altro sacrosanto!) dei lavoratori della sanità, vale a dire lo stipendio dei medici, dei dirigenti e di tutto il comparto professionale di settore (infermieri, impiegati, personale amministrativo, eccetera). In sostanza si scarica tutto il peso economico dell’intero comparto sulle Regioni ed è quasi superfluo sottolineare che saranno soprattutto quelle del Mezzogiorno a subire i danni maggiori di questa scelta, andando così a scavare ancora più profondamente quel solco che oggi divide in due la sanità italiana.”
E sullo specifico per la Puglia è ancora Blasi a parlare.
“Basti pensare che rispetto a una sostanziale parità del numero di abitanti, la Regione Puglia incassa dal Fondo nazionale sanitario circa 800 milioni in meno rispetto all’Emilia Romagna. E allora mi chiedo: come farà la Regione Puglia a sostenere questa ulteriore batosta? Come farà a migliorare i propri servizi sanitari se i soldi da parte dello Stato sono sempre meno? Che il governo debba fare cassa per pagare le promesse elettorali di M5s e Lega è comprensibile, che questo debba essere fatto a spese della salute dei cittadini è meschino. Mi auguro che la Regione Puglia attraverso il presidente Emiliano apra un fronte politico rigoroso e battagliero, come spesso avviene quando i governi si comportano in maniera furba, contro questa decisione senza senso, che danneggia i cittadini e in particolare i cittadini del sud. E’ questo il lato oscuro del populismo.












