Sono circa 1700 i lavoratori del polo siderurgico di Taranto che, dopo le assunzioni fatte da Arcelor Mittan subentrata nella proprietà dell’Ilva e dopo le fuoriuscite incentivate ed anticipate come da contratto di programma raggiunto al Mise prima del cambio di proprietà dell’azienda siderurgica, devono ancora essere ricollotati.
Per questi adesso si aprono le porte della riqualificazione professionale ed una serie di progetti formativi e di reinserimento nel mondo del lavoro.
Per questo ieri pomeriggio si è svolto un incontro a Bari tra la Regione Puglia, l’amministrazione straordinaria dell’ILVA (che dovrebbe reimpiegarne un buon numero nelle operazioni di bonifica e di ambientalizzazione del territorio tarantino) e le organizzazioni sindacali avente ad oggetto la definizione del percorso per l’attivazione dei progetti formativi per i circa 1.700 lavoratori del siderurgico che risultano in esubero dopo le assunzioni fatte da Mittal e le fuoriuscite volontarie e incentivate.
“Al tavolo – ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo Economico Mino Borraccino – coordinato dal Presidente della Task Force per l’Occupazione e le Crisi Aziendali, Leo Caroli, alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo, ho preso parte nella mia qualità di assessore regionale allo Sviluppo Economico e rappresentante istituzionale del territorio, dal momento che ritengo indispensabile seguire passo dopo passo questa delicata vicenda al fine di non lasciare senza le necessarie tutele, in un momento così difficile, tanti lavoratori e le loro famiglie“.
Nel corso dell’incontro sono stati fatti concreti passi in avanti per l’attivazione, da parte della Regione, dei corsi di formazione e di riqualificazione professionale cui i lavoratori potranno partecipare a fronte del riconoscimento di una indennità economica.
Visti i numeri considerevoli, per una migliore organizzazione del tutto, si è deciso di procedere a scaglioni con l’attivazione dei corsi per gruppi di circa 500 persone per volta, sulla base anche dei diversi profili professionali.
Sotto altro profilo, la Regione si è impegnata a porre in essere altre misure nell’ambito delle politiche attive per il lavoro finalizzate a integrare il reddito di questi lavoratori, e sta proseguendo nella fase di verifica della fattibilità di una proposta avanzata nelle scorse settimane, consistente nella possibilità di riconoscere a questi lavoratori una ulteriore integrazione al reddito a fronte del loro impegno in attività di pubblica utilità da svolgersi nei comuni del Sito di Interesse Nazionale – SIN (Taranto, Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola).











