Smartwatch, pregi (tanti) e difetti (pochi) di un dispositivo a basso costo

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La tecnologia indossabile (wearable) si sta diffondendo sempre di più, benché si tratti di un settore mutevole il cui andamento è legato alla moda ed all’andamento del mercato in continuo fermento e che nell’ultimo anno ha subito un rallentamento nella crescita.

In questo ambito L’acquisto di un dispositivo ha un senso solo se paragonato al proprio rapporto-qualità prezzo. Sulla base di questo assunto, uno smartwatch che trova sicuramente una logica ed uno scopo risulta essere Huami Amazfit bip.

Lo abbiamo provato per qualche tempo, e possiamo dunque metterne in evidenza alcune

Huami? Per quanti non l’abbiano mai sentito nominare si tratta di un brand che produce diversi prodotti tra cui una serie di indossabili di successo associati al marchio Xiaomi azienda “cappello”che produce il Mi Mix3 e che finanzia e supporta con il marketing progetti di vario tipo fra cui Huami e l’Amazfit bip.

Con una spesa esigua al di sotto di 50€, avrete un ottimo dispositivo (con un peso di soli 32 gr.), leggero, dotato di GPS, bussola, accelerometro, impermeabile (ma non subaqueo), cardiofrequenzimetro e dall’incredibile autonomia, quasi 50 giorni grazie al Bluetooth low energy che mantiene sempre salda la connessione e con un look che richiama l’Apple Watch ma con un prezzo ragionevole.

Inizio la recensione facendo una premessa: Sconsiglio l’aggiornamento manuale del dispositivo con ROM (sistemi operativi) customizzate (personalizzate) sebbene solo nella lingua, per due ordini di motivi ovvero al prossimo aggiornamento disponibile verrà riportato alle impostazioni di fabbrica quindi con lingua cinese/inglese perché alla luce della frequenza degli aggiornamenti, mensili con qualche eccezione, risulta una perdita di tempo senza senso.

La confezione di questo smartwatch contiene al suo interno l’alimentatore e l’orologio stesso. L’alimentatore è magnetico, ma al contrario dei concorrenti l’orologio non va semplicemente poggiato sulla base, ma piuttosto bisogna incastrarlo dentro. In questo modo si eviterà di farlo sganciare per errore.

Il display, 1,28 pollici con risoluzione 176 x 176 pixel, è ricoperto da Gorilla Glass 3 (resistente agli urti ma meno ai graffi) ed ha tecnologia transreflective, per cui i colori non sono sempre vividi, ma la leggibilità è sempre ottima, anche sotto il sole, anzi più luce c’è meglio si vede. Il dispositivo è dotato comunque di retroilluminazione per consentire una corretta visione anche al buio ed il movimento di attivazione è preciso nello svolgimento del suo dovere.

Purtroppo le watchfaces messe a disposizione sono poche ma è possile sopperire a questa mancanza grazie ad un’app presente sul Google Play Amazfit Bip & Cor WatchFaces che consente di scegliere tra uno svariato numero di temi oltre che di impostare una watchface in italiano risolvendo anche una buona parte di problemi di lettura del pubblico meno esperto.

Come fitness band fa il suo dovere egregiamente collegandosi all’app Xiaomi MiFit che monitora molto bene sia i passi sia il sonno che gli sport, nel caso dell’Amazfit bip solo corsa, corsa indoor, ciclismo e passeggiata, restituendo parecchi dati tra cui anche la frequenza cardiaca che però non viene monitorata h24 ma solo ad intervalli regolari, per esempio durante il sonno, per avere una misurazione più accurata, in alternativa on-demand tramite apposita richiesta dall’applicazione MiFit oppure direttamente dal device. Al contrario, come è giusto che sia, durante l’attività fisica il cardiofrequenzimetro è sempre attivo quando si fa sport con una discreta precisione, paragonabile ad altre fitness band.

La durata della batteria da 190 mAh ha dell’incredibile: circa 50 giorni (con la giusta watchface) con parecchie notifiche. 25 con intensa attività fisica usando il GPS (una scarica di circa il 4% ora).

Il cinturino da 22mm standard (e non proprietario come la concorrenza) è in silicone e, combinato con l’estrema leggerezza, al polso praticamente non si sente, ma è possibile sostituirlo con qualsiasi cinturino e con il colore che meglio gradite.

Il software del dispositivo è molto semplice ma abbastanza completo. Il tasto laterale, se premuto, permette di interagire con lo schermo touch, altrimenti sempre inerte. Scorrendo verso l’alto potrete leggere le ultime notifiche accompagnata dall’icona e dal nome dell’app “madre” seguita dal testo di anteprima (quello che potreste vedere sul telefono senza espandere la notifica): non è molto ed alle volte può generare un po’ di confusione soprattutto perché il reset delle notifiche sul device non è automatico, ma va fatto a mano, e soprattutto quando si ricevono parecchie notifiche può risultare fastidioso.

Ovviamente parliamo sempre di un dispositivo d’importazione con ROM internazionale (Global), ma non per questo di difficile comprensione o utilizzo la cui peculiarità risiede nella semplicità d’uso, nella durata della batteria, quasi infinita, e nel costo irrisorio se paragonato ai prezzi della concorrenza ed al fatto che solo un paio di giorni fa è stata presentata la richiesta della certificazione all’ente americano di controllo FCC dell’Huami A1806 (Amazfit Bip 2).

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