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Gravina, da aprile stop al contratto di locazione per la sede degli ex uffici Iat

Il Comune di Gravina ha provveduto a comunicare alla proprietaria dell’immobile, sito in Via Matteotti, adibito a sede IAT (Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica), la cessazione del contratto di locazione, a far data dal prossimo 15 aprile.

A darne notizia, con una nota, i componenti del gruppo consiliare comunale del M5S Rosa Cataldi, Raffaella Colavito e Ketti Lorusso.

“Da aprile prossimo, finalmente, i cittadini Gravinesi smetteranno di pagare il canone di fitto di quella che,ormai, possiamo definire l’ex sede dello IAT – dichiarano le esponenti M5S in Comune – ponendo la parola fine ad un’incresciosa vicenda di mala gestio di denaro pubblico.Negli ultimi mesi – sottolineano le consigliere pentastellate – ci siamo interessate di quella che abbiamo ritenuto una gestione amministrativa  tutt’altro che oculata e virtuosa in merito al pagamento del canone di fitto, gravante sulle casse comunali, per un immobile che da giugno del 2017 è rimasto inutilizzato”.

“Infatti  – continuano le portavoce M5S – nella primavera di circa due anni fa gli uffici dello IAT sono stati trasferiti presso la sede del Museo Civico perché il locale di via Matteotti necessitava di lavori di straordinaria manutenzione  al fine di garantire la salubrità del luogo. Dopo una serie di rimpalli tra dirigenti comunali e proprietario dell’immobile, i lavori sono stati eseguiti a giugno del 2018 e si sono conclusi con l’installazione di ventoline di areazione sui vetri degli infissi del locale per superare i problemi legati alla risalita di umidità”.

“Nel frattempo – incalzano le consigliere di minoranza –  da giugno 2017 a giugno 2018, dalle casse comunali sono state regolarmente decurtate le somme previste per il pagamento del canone di fitto e delle spese fisse, per un totale di circa 11 mila euro e, successivamente alla conclusione dei lavori, l’immobile di via Matteotti  è rimasto chiuso e vuoto perché i dipendenti dello IAT hanno ritenuto non risolutivi gli interventi di manutenzione posti in essere ed hanno richiesto l’intervento della A.S.L. Nonostante ciò, il locatore ha continuato a riscuotere la sua pigione nella totale indifferenza del sindaco e della sua giunta che, in merito, non hanno dato ai dirigenti comunali un chiaro e preciso indirizzo politico”.

“Da parte nostra, abbiamo interpellato più volte dirigenti e funzionari comunali,  nonché l’assessore competente, affinchè si occupassero di risolvere questo evidente caso di spreco di denaro pubblico ma abbiamo riscontrato solo un atteggiamento paradossale, rispettivamente, da parte dei primi che ritenevano di non pagare inutilmente il canone di fitto perché il locale di via Matteotti veniva utilizzato come deposito e, da parte del secondo, la strategicità dell’ubicazione dell’immobile era sufficiente a giustificare l’esborso di soldi dei contribuenti per affiggere locandine pubblicitarie sulle sue vetrine”.
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Redazione
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