Nonostante l’inasprimento della “guerra” dei dazi tra Stati Uniti e Cina e la comunicazione da parte di Huawei di aver intrapreso una strategia di smarcamento da Android e dalle principali app che di fatto gestiscono gran parte delle funzioni degli smartphone, e nonostante il produttore cinese leader nel mercato delle telecomunicazioni stia lavorando con grandissima intensità alla realizzazione del sistema operativo “originale” conosciuto ai più come Hongmeng, l’obiettivo di sostituire nell’immediato il sistema operativo Android, per effetto del ban USA imposto dal Presidente Trump all’azienda di Shenzen, sembrerebbe essere, un’impresa ardua se non impossibile secondo quanto riportato da Huawei Central. Infatti i maggiori esperti del settore concordano che la difficoltà maggiore non è rappresentata dalla creazione del sistema operativo in se e per se, ma dall’implementazione dell’ecosistema delle applicazioni e servizi ai consumatori nello stesso.
A puntualizzarlo è stato Andreas Gal, ex Chief Technology Officer di Mozilla, che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del progetto FirefoxOS, che ha ribadito quanto impegnativo sia il compito a cui sono state chiamate Huawei e le consorelle cinesi Xiaomi e Oppo che in queste ore si sono rese disponibili a fornire supporto allo sviluppo del progetto.
Tuttavia non si tratta di un progetto dell’ultim’ora, infatti secondo quanto riportato, il progetto risalirebbe al 2012 quando i vertici della società discussero di come prepararsi a contrastare la crescita inarrestabile di Android ed allo scopo di dare vita ad una piattaforma che potesse affrancare la società dalla dipendenza creata nei confronti degli Stati Uniti, tuttavia avrebbe dovuto essere L’estrema ratio nel caso in cui l’accesso ad Android o Windows non fosse stato più possibile.
Il progetto dell’OS proprietario nel corso degli anni è andato avanti assorbendo una fetta importante delle risorse finanziarie, senza produrre, sempre secondo quanto riportato, risultati utili alle casse del colosso cinese.
Il nefasto giorno è arrivato pertanto la società si sta preparando a distribuire la sua piattaforma in “real World” e malgrado HongmengOS sia stato testato in laboratorio con ottimi risultati, manca un test vero e proprio sul campo che permetta di giungere in commercio in tutta tranquillità, anche in virtù del fatto che i dispositivi testati in laboratorio non sempre si rivelano adatti all’utilizzo comune di tutti i giorni.
Ovviamente, le informazioni in merito a HongmengOS, che verrà ribattezzato ArkOS per il mercato europeo, sono avvolte dal più stretto riserbo ma da alcune schermate pubblicate è già possibile desumere qualcosa d’interessante, anche se non sono chiari alcuni punti:
Si tratta di una distro personalizzata basata su AOSP epurata da alcune componenti per renderla più leggera, rapida e immediata all’uso degli utenti già esperti?
Si tratta di un OS totalmente nuovo? E se è così, le similitudini con Android sono volute o sono il frutto di una progettazione tesa a venire incontro alla clientela di Big G?
E per ultimo, ma non meno importante, il nuovo OS debutterà davvero il prossimo 30 settembre a bordo del Mate 30 in occasione della sua presentazione?
Ciò che rimane certo è che Huawei, Xiaomi e Oppo stiano accelerando i termini per cautelarsi nel caso la situazione degeneri ulteriormente con una scadenza della licenza il prossimo 19 agosto, accompagnato da un mancato rinnovo da parte di Mountain View.


















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