Alle ore 3:00 della notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre, si dovranno spostare le lancette indietro di un’ora. Un’ora di sonno in più nella notte del passaggio, un’ora di luce in meno, la sera, nelle giornate a seguire perché si anticipano di un’ora alba e tramonto.
Conviene regolare l’ora prima di andare a dormire, anche se la maggior dei dispositivi elettronici lo fa automaticamente.
La conseguenza più ovvia è che, almeno per una notte, si potrà dormire un’ora in più, tuttavia alcuni studi hanno dimostrato che potrebbero proporsi in rari casi:
- Disturbi del sonno come insonnia, sonno interrotto e difficoltà ad addormentarsi.
- Difficoltà a concentrarsi per via di un aumento della sonnolenza
- Difficoltà ad adattarsi al nuovo ritmo con conseguente aumento delllo stress.
Si tratta di fastidi comunque di breve durata e lievi, tuttavia la commissione europea aveva proposto l’abolizione del cambio dell’ora. Dopo una serie di vicissitudini si è arrivati alla soluzione di far decidere autonomamente agli Stati membri se mantenere il cambio dell’ora o abrogarlo.
L’Italia ha tempo fino al 31 marzo per comunicare le modalità di utilizzo per tutto l’anno dell’ora legale, modalità tuttavia ancora da definire.
Per i paesi che hanno optato per l’ora solare la scadenza è fissata al 27 ottobre 2019.
PERCHE’ L’ORA SOLARE E L’ORA LEGALE?
L’ora legale è una convenzione stabilita oltre un secolo fa per risparmiare prima di tutto energia: la luce solare più a lungo fra pomeriggio e sera permette di utilizzare meno quella elettrica.
Attualmente tutti i paesi dell’Unione Europea adottano l’ora legale che scatta l’ultima domenica del mese di marzo alla stessa ora: all’una, alle due o alle tre della notte in base al fuso orario. Lo fa dal 1996 nello stesso giorno. In Italia era arrivata nel 1920, è stata riproposta nel 1940 e definitivamente nel 1966 e, potrebbe, quest’anno anche essere l’ultima volta che viene utilizzata.











