Quella di ieri per Francesco Bellomo, l’ex consigliere di Stato, è stata una importante giornata. L’ex magistrato ha parlato per quasi sei ore nel corso dell’udienza preliminare che lo vede imputato di aver maltrattato tre ex borsiste ed una ricercatrice della sua scuola di preparazione per il concorso in magistratura “Diritto e Scienza”. Nel corso delle indagini è emersa una sorta di condizione di sudditanza psicologica a cui venivano sottoposte alcune studentesse, anche con l’utilizzo di un “dress code” obbligatorio (anche questo contestato e negato dal diretto interessato).
Bellomo ha contestato punto per punto le accuse che gli muove la Procura di Bari difeso dall’avvocato Cataldo Intrieri,. E’ stata respinta al mittente anche l’accusa di estorsione a danno di un’altra ex corsista, che secondo l’accusa avrebbe costretto a lasciare il lavoro in una emittente locale, e ha contestato l’ipotesi di calunnia e minaccia nei confronti dell’attuale presidente del Consiglio Giuseppe Conte, all’epoca vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, e di Concetta Plantamura, rispettivamente ex presidente ed ex componente della commissione disciplinare chiamata a pronunciarsi su Bellomo quando nel 2017 fu sottoposto a procedimento disciplinare, prima di essere destituito.












