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Inaugurata con l’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte l’ottantaquattresima edizione della Fiera del Levante. Un intervento, quello del premier Conte, incentrato sul Mezzogiorno: “Questo è il momento del riscatto del Sud, può realizzarsi adesso. L’Italia intera può recuperare la visione e lo status di potenza mondiale, se si riparte dalle regioni del Sud. Nessuno può permettersi di esportare efficacemente le proprie produzioni se non esporta al Sud. Se il Sud cresce alzerà la crescita di Centro e Nord”.
“Abbiamo un’occasione unica e irripetibile -ha sottolineato poi lo stesso Conte parlando del Recovery Fund-. I 209 miliardi del Recovery Fund, sono risorse senza precedenti, poi ci sono i fondi di sviluppo e coesione, quelli strutturali e i fondi del programma React Eu. Vogliamo un’Italia che creda in se stessa. Tutto questo nel rispetto degli standard ambientali. L’Italia in salute passa da questo impegno”, ha concluso”.
“Dobbiamo evitare gli errori del passato, non possiamo permetterci che anche questa volta tutto finisca nel nulla. E io posso garantire che i nostri progetti non resteranno solo dei ‘titoli’. Questo è un impegno che ho con la squadra di governo, con cui collaboreremo tenacemente”.
Doveroso poi un passaggio anche sulle imprese e sulla situazione di crisi di liquidità: “Le criticità ci sono ma lo stato c’è. La crisi di liquidità non è stata tempestivamente sopperita con i nostri interventi anche perché c’è un problema di finanziamento che non può non chiedere l’intermediazione delle imprese bancarie. Continueremo a operare perché tutto il tessuto produttivo possa essere preservato”. “Nelle prossime ore firmerò il decreto per individuare i cantieri oggetto del decreto semplificazioni, nominando commissari incaricati di accelerare i tempi”.
“Rafforzeremo il principio di tutela dell’ambiente in Costituzione, vogliamo introdurre un riferimento anche alla biodiversità e allo sviluppo sostenibile. La crescita dovrà essere sempre a misura d’uomo”.
I discorsi ufficiali e l'apertura della Campionaria di Bari vengono anticipate di un giorno, alla presenza di importanti autorità civili nazionali e locali
Ad aprire la cerimonia i padroni di casa, Sandro Ambrosi, preisdente della Nuova Fiera del Levante, Antonio Decaro, sindaco di Bari e Michele Emiliano, Presidente riconfermato della Regione Puglia.
Il Sidnaco di Bari e presidente Anci: “Siamo stati tanto tempo lontani. Ma oggi eccoci quà. La Fiera del Levante è il simbolo del nostro coraggio e non può chiudere soprattutto oggi abbiamo già dimostrato che possiamo adattarci ma non arrenderci. Siamo un Paese ancora quà, con il cuore che batte ancora più forte e con il coraggio di chi sta provando a rialzarsi, consapevoli di mesi complicati. Ma possiamo farlo bene se agiremo insieme con determinazione e serietà, come è già avvenuto nella scorsa primavera”.
Il sindaco Decaro ha poi ricordato le difficoltà avute in questi mesi di lockdown, sottolineando il ruolo dei sindaci, dei volontari che hanno reso possibile superare un momento difficilissimo. “A Bari erano 700. A tutti loro mando un abbraccio. Avete insegnato a tutti noi cosa significa mettere da pare polemiche e lamentele. Avete fatto un lavoro incessante per assistere tutti nelle condizioni più difficili. Consolare e ridare la dignità a tutti. E tutto sempre con il sorriso sulle labbra di chi sa che stava facendo il bene della nostra comunità”.
Decaro poi ha elencato le proprità del nuovo Patto per lo Sviluppo delle Città Metropolitane, aree e settori dove è necessario mettere le mani per poter portare la nostra collettività a livelli che merita: la competitività, la sostenibilità, la connettività e la concretezza.
Michele Emiliano: “La nostra presenza qui in Fiera è il segno tangibile di una Regione che ha saputo resistere all’emergenza ed adattarsi alle nuove condizioni. Siamo marinai e contadini. Abbiamo affrontato il Covid che si è abbattuto come una tempesta, ed abbiamo remato tutti nella stessa direzione affidandoci alle migliori competenze. Grazie agli operatori sanitari, alla protezione civile, a tantissimi funzionari che hanno lavorato giorno e notte per gestire la più grande tragedia sanitaria del dopoguerra. E Siamo contadini: abbiamo iniziato a piantare semi per poter ripartire, con una gigantesca manovra finanziaria con 4 miliardi di risorse per ripartire meglio possibile in tutti i modi possibili e per tutti”.
Adesso siamo impegnati in una nuova prova, che ha delle incognite. I nostri ragazzi che ritornano a scuola ci insegnano che rispettare le regole di prevenzione non è complicato ed è possibile.













