Bari: nuovi progetti per la costa mentre la periferia protesta per l’abbandono

Mentre il sindaco di Bari Antonio Decaro, presenta con orgoglio ed entusiasmo il progetto per riqualificare e valorizzare il lungomare a sud della città, in periferia monta la protesta per la mancanza di servizi essenziali.

In realtà, l’attuale progetto “Parco costiero della cultura, del turismo e dell’ambiente del comune di Bari sulla costa che va da Torre quetta a San Giorgio”, inserito nel piano strategico del Recovery Plan, che riceverà un finanziamento di 75 milioni è solo uno stralcio di quello che sarà un progetto molto più ampio.

Il sindaco infatti, ha annunciato che “entro il 2026 la città cambierà volto definitivamente”.

“Questo è forse il finanziamento più importante e consistente mai attribuito al comune di Bari nella storia più recente” ha dichiarato il sindaco.

Tutti questi soldi, daranno “vita” a importanti progetti che cambieranno l’immagine della città.

“Io penso che solo se conserviamo la capacità di sognare possiamo cambiare questa città”, continua il sindaco.

Ma, se Decaro continua a sognare, in periferia qualcuno ha gli “incubi” e non riesce più a dormire. Così dopo il senso di abbandono e degrado di periferie “nuove” come il complesso residenziale “Baridomani” e del quartiere “Sant’Anna” torniamo a scrivere delle ex frazioni di Carbonara, Ceglie e Loseto.

Incubi dovuti alla mancanza di servizi essenziali come: la rete di fogna bianca e in alcune zone, anche quella nera, parchi, giardini e strutture sportive (il campo di calcio Leo Dell’acqua è chiuso da diversi anni ed è “caduto” nel dimenticatoio di molti); mancano contenitori culturali e non si finanziano progetti mirati alla riqualificazione del ricco patrimoni storico archeologico presente tra Ceglie e Carbonara, che potrebbe essere un volano per rilanciare il territorio e dare opportunità di lavoro a tanti giovani.

In questi anni, sono stati chiusi gli uffici anagrafe e per fare un semplice certificato, bisogna spostarsi in altre zone di Bari.

Sono tante inoltre, le opere abbandonate che danno un’immagine di degrado al IV municipio.

In modo particolare, spicca nei pressi dell’INPS,  la struttura Aldo Moro, realizzata negli anni settanta, per fare una casa di riposo per anziani ma, diventata ormai un rudere da abbattere.

I residenti di Carbonara e Ceglie, temono che anche la casa di riposo ex ONPI, da qualche anno ristrutturata e ancora oggi in disuso, possa fare la stessa fine.

Insomma, sono tante le cose che mancano e la gente inizia a dare sintomi di sofferenza ed è per questo che qualcuno ha deciso di protestare contro l’amministrazione comunale e quella municipale, affiggendo degli striscioni realizzati a mano, nei pressi del cimitero, nel giardino dedicato alle vittime del femminicidio, nei pressi dell’Abazzia di Sant’Angelo e nella villa comunale. Tutti nella zona di Ceglie.

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