Marco Lacarra, primo degli eletti del Partito Democratico in terra di Bari, con 14.396 preferenze dopo 10 anni in Consiglio comunale (anche con incarichi assessorili) ha fatto il “salto” in via Capruzzi. Un successo personale però non dovrebbe essere sufficiente per portarlo tra i papabili per un posto nella giunta di Michele Emiliano, anche se qui le voci non possono che essere incontrollate e incontrollabili. Abbiamo voluto incontrarlo per presentarlo ai nostri lettori e per capire meglio, anche dall’interno della maggioranza, come ci si appresta a questa nuova consiliatura. Quali saranno i temi “caldi” e quali i sogni e le passioni di un avvocato barese che, dopo anni di libera professione, ha poi deciso di riportare il nome della sua famiglia al centro della politica barese e, da oggi, pugliese.
La scorsa estate è stato il più suffragato alle elezioni per il Comune, a giugno è stato il più suffragato in provincia di Bari alle regionali, secondo in assoluto dietro Sergio Blasi a Lecce. Sicuramente una conferma di quello che è stato il suo consenso personale. Cosa si nasconde dietro questo successo?
Sicuramente una capacità di relazionarsi in generale con i cittadini e con le persone, ovvero utilizzare quella ricetta che un tempo faceva la fortuna degli uomini politici, anche nel nostro territorio. E soprattutto incontrare tanta gente e farsi conoscere personalmente per quelle che sono le proprie idee, come si vuole impostare il rapporto nelle istituzioni… Chiaramente questo vale a maggior ragione per quelli che in questi ultimi dieci anni di attività istituzionale non hanno avuto la possibilità già di conoscermi e di interfacciarsi con me. Sicuramente questa è la ricetta vera.
Ma c’è dell’altro, naturalmente?
Sicuramente. Poi ci sono quelle vicende di natura sovraordinata ovvero accordi di natura politica o il sostegno di personalità importanti.
Pensa a qualcuno in particolare?
Sicuramente il sindaco Antonio Decaro mi ha dato una mano importante prospettando anche il mio impegno come serio, do po quello che c’è stato in Comune. Poi devo riconoscere anche l’impegno dell’area di Gero Grassi… sono stati molto importanti perchè mi hanno consentito di entrare più agevolmente in alcuni territori e per farmi conoscere. Le faccio un esempio: uno dei miei sostenitori è stato il sindaco di Polignano, che ho avuto modo di conoscere durante la campagna elettorale, che mi ha aiutato a conoscere le persone e quindi ad ottenere un consenso personale che a Polignano probabilmente non avrei ottenuto per tanti motivi: la non conoscenza, a volte la diffidenza solita nei confronti dei politici… anche in questo le campagne elettorali possono essere gestite dalle autorità di spicco dei territori che, nei momenti opportuni, decidono di sostenere un candidato e si spendono anche personalmente. 800 voti a Polignano non li ho presi perchè ha Polignano hanno scoperto improvvisamente ed in modo repentino che sono una persona meritevole di consenso, ma perchè attraverso la conoscenza con il sindaco sono stato messo in grado di relazionarmi con un territorio che si è positivamente relazionato ed “aperto” con me.
Tra l’altro è stato, numeri alla mano, un fatto abbastanza diffuso questo del suo riconoscimento personale.
Devo dire di si. In alcuni casi sono stato io personalmente ad intervenire. Per esempio a Giovinazzo sono anni che ci interfacciamo con l’amministrazione ed il territorio, ma anche per questioni logistiche. Quando sono stato assessore ai lavori pubblici a Bari abbiamo fatto una serie di interventi e di collegamento con quella municipalità che mi ha fornito un rapporto istituzionale.
Poi chiaramente ci sono le vicende di partito. E’ stato importante farmi conoscere come esponente del Partito Democratico all’interno dei circoli dell’Area Metropolitana perchè ci sono cose, e penso all’impegno sulla Smart City, che abbiamo pensato e stiamo realizzando a Bari che potrebbero essere benissimo replicate anche in altri territori e che, quindi, hanno molto interessato anche altri Comuni. Questo è stato sicuramente un volano di consenso.
Come vede sono molteplici i fattori, non si possono riassumere. Ma forse anche un approccio personale di simpatia e di umiltà e disponibilità che in molti mi hanno assegnato, che credo siano doti importanti.
Consigliere Lacarra, parliamo della sua attività da qui a breve. Quali sono le priorità che lei vorrà affrontare lei personalmente in Consiglio regionale e quali dovrebbero essere, a suo avviso, le priorità più in generale dell’intero Consiglio?
E’ fin troppo banale, ma è la realtà: la sanità è la proprità sia per un fatto di budget sia per un fatto di necessità di un intervento immediato ed anche efficace. Questo è il tema principale su cui ci dovremo confrontare. Adesso sta venendo fuori anche il tema serio che è quello della tutela del patrimonio paesaggistico e naturalistico della nostra regione. Abbiamo permesso per troppo tempo la devastazione dei nostri territori.
Una battaglia credo trasversale e che va avanti da anni, consigliere…
E che per quanto mi riguarda andrà avanti finché sarò nelle istituzioni ed anche dopo. Un fautore della Smart City non può certo consentire che si continui a ragionare in termini di utilizzo di risorse energetiche che abbiamo detto tutti che devastano ed inquinano il pianeta. Mi sembra assurdo continuare a cercare il petrolio mentre stiamo lavorando per superarlo e per cercare soluzioni energetiche sostenibili ed ecologiche, tra l’altro rischiando di devastare una delle più belle coste non soltanto italiane, ma credo anche europee.
E’ delittuoso non affiancarsi alle istituzioni locali in questa battaglia, e questo è uno dei compiti che come consigliere regionale io sento molto e sicuramente svolgerò.
Altri temi?
La difesa del nostro patrimonio culturale, il rilancio di un commercio che non guardi soltanto alla grande distribuzione (e su questo mi sono già impegnato per mettere mano alla legge che disciplina la possibilità di apertura di nuovi centri commerciali). Anche perchè i problemi della grande distribuzione sono sotto gli occhi di tutti, anche per quanto riguarda i livelli occupazionali: Metro, Coop, Ikea, Auchan… Io credo che volendo lavorare con impegno c’è da fare molto anche per un consigliere regionale. Non bisogna essere Presidenti o Assessori per lavorare bene. Saremo 29 in maggioranza e sono sicuro che ci metteremo tutti il massimo dell’impegno.
Torniamo per un attimo alle scorse elezioni: forse il dato più importnate che si può desumere analizzando i risultati è il 50% del tasso di astensionismo. Voi del Partito Democratico avete affrontato questo tema? Quale idea si è fatto?
Mi sono fatto l’idea che i partiti non sono più in grado di garantire quel ruolo di intermediazione tra i cittadini e le istituzioni e secondo me ci vogliono riforme serie per le leggi elettorali. Non soltanto quella nazionale, ma anche quelle locali.
In che senso?
Il fatto che si sia arrivata all’elezione diretta del sindaco e del presidente della giunta regionale ha determinato uno scollamento tra i sindaci, i presidenti ed i partiti. I primi hanno la tendenza a ragionare più con gli eletti che a fare una riflessione con i partiti. E gli eletti una volta eletti si svincolano dalle logiche di partito e da quella che è una cultura di squadra. Pensi alle liste civiche. Spesso dopo le elezioni si dissolvono perchè non c’è un minimo comun denominatore, servono per fare eleggere alcuni consiglieri. Questa situazione genera una serie di fibrillazioni all’interno dei consigli che poi, naturalmente, si riflette anche sul grado di rappresentatività che i consiglieri hanno.
Questo cosa ha creato? Qualche anno fa c’era una partecipazione massiccia. Oggi il voto non è mai stato così fluido… non c’è un partito che possa contare su un voto strutturato (forse tranne due), ed il voto strutturato si ferma fino ad una certa soglia, il resto fluttua. Il Movimento 5 Stelle ha preso il 20%? Se si rivota tra un mese potrebbe prendere il 15% come il 25% perchè non è un voto strutturato. Il Pd ha una soglia base del 18% in provincia di Bari e poi il consenso cresce a seconda che ci sia la buona scuola (che comprime verso il basso) o la riforma elettorale (verso l’alto). Ma i fattori non sono soltanto questi…
Per quanto riguarda l’assenteismo, a mio avviso deriva da una certa frustazione dell’elettore che pensa: tanto le cose non cambiano, cosa vado a votare a fare? Noi dobbiamoc ercare di promuovere delle figure nuove che abbiano anche una credibilità che possano far tornare gli elettori e convincerli che votare può davvero significare cambiare la situazione. E’ lo stesso motivo di fondo che sta alla base della diffidenza e della diminuita partecipazione dei cittadini alla vita dei partiti.
E come risolvere la situazione?
Noi dobbiamo ridare, e non è certamente una cosa che si fa in pochi giorni e in pochi mesi… sono generazioni che abbiamo perso questo collegamento. E naturalmente tutti gli episodi di corruzione e di malapolitica favoriscono ed aiutano questa disaffezione ed incentivano il voto di protesta.
A proposito del voto di protesta, che cosa pensa del M5S e dei loro nuovi consiglieri regionali?
Io non do un giudizio. Non posso darlo, non li conosco ancora. Ed io non so se li conoscono i loro elettori, cosa che deriva proprio da quel che dicevo prima sul voto di protesta.
Loro hanno detto che sommergeranno il Consiglio regionale di proposte…
E vedremo. A Bari, con tutto l’affetto nei confronti dei due consiglieri comunali di M5S, che sono persone per bene e preparate, io tutta questa valanga di proposte promesse non l’ho vista. Vede, tutti possono dire “voglio una sanità che funzioni”, “voglio che nessuno paghi il ticket”, “voglio che le liste di attesa siano di due giorni”. Il problema è capire come dobbiamo raggiungere questi obiettivi. Sulla disciplina e sulla indicazione delle varie strutture io qualche idea ce l’ho… bisogna vedere se avremo il coraggio di farle passare queste idee… ed io penso che Emiliano abbia la forza ed il coraggio per farlo.
A proposito di Michele Emiliano… il nuovo Presidente della Giunta si appresta a varare la sua squadra di Governo e quindi ad iniziare il suo lavoro. Lei cosa chiede a Michele Emiliano?
Io chiedo a Michele di scegliere senza pregiudizi, cosa che certamente farà, senza pensare troppo all’immagine ed al marketing, che non serve. Anche sulle donne io ho una mia opinione e la espressi già l’anno scorso: la gente si dimentica se un assessore è uomo o donna. La gente vuol sapere se un assessore è bravo, se sta lavorando bene. Io quello che invito a fare è spogliarsi di questi preconcetti ed andare avanti sulla scelta delle migliori persone possibili. E’ ottima l’idea di formare finalmente una squadra che possa lavorare insieme al Consiglio regionale. Di questo abbiamo bisogno: di sinergia tra Consiglio e Giunta. Non dobbiamo ripetere errori anche recenti, come per esempio sulla legge elettorale, che è stata approvata dai consiglieri uscenti di maggioranza. E qui una autocritica va fatta.
Consigliere Lacarra mi consenta una domanda, di carattere più personale. La sua passione per la politica traspare in quello che dice e che scrive. Ma quando è nata?
E’ stata una gestazione lunga e complicata. Mio padre è stato assessore al Comune di Bari per 22 anni di seguito e 30 anni di seguito il consigliere comunale. IN casa si è respirata sempre un’aria antifascista, sia per le vicende belliche e post belliche che hanno visto mio padre protagonista e sia per la presenza di suo padre, socialista ed antifascista convinto. C’è stata un’aria di sinistra che ha da sempre fatto parte della mia cultura. Pensi che a mio padre fu impedito l’accesso in chiesa per il battesimo di mio fratello maggiore in piena epoca di “Camillo e Peppone”. Questa cosa è il segno di una fede personale che ha permeato in modo decisivo la mia esperienza. Dopo è arrivato il Liceo, ed a Bari negli anni ’70 al Flacco si sa come andavano le cose: era un laboratorio importante. C’erano molte delle personalità di Bari derivano da quella scuola e da quel periodo: Emiliano, Carofiglio, ma anche Quagliarello… c’era molto fermento. In seguito, anche per un fatto di rigetto, ho esercitato la professione senza occuparmi di politica.
E la scintilla quando è tornata?
Sono stato un po’ cooptato un po’ per le suggestioni della mia famiglia e degli amici mi hanno convinto a rituffarmi in questo agone…
I bene informati ci suggeriscono che lei oltre alla politica ha anche la passione del canto. E’ vero?
Quella è molto relativa e recente. Sono stato coinvolto dal consigliere comunale Cascella ma non sono molto dotato! Quella per il calcio invece sicuramente è una mia passione.
Un’ultima domanda: cosa si augura per la Puglia in questi prossimi cinque anni?
Mi auguro tanto lavoro.Una stabilizzazione per tutti i precari, che possano contare finalmente su uno stipendio sicuro, e mi auguro che la sanità sia più attenta. Alcune vicende, anche a me vicine, in questi ultimi mesi, mi stanno fscendo capire quanto sia importante sapere che c’è una sanità che funziona e che non tratti come carne da macello le persone. SPero davvero di poter contribuire a realizzare questo mio augurio.











