HomeCulturaCollegium Musicum, quando la musica sa essere animalesca

Collegium Musicum, quando la musica sa essere animalesca

Dopo l’inaugurazione, organizzativamente travagliata, ma artisticamente molto positiva, quì recensita, la XX Stagione del Collegium Musicum è proseguita con una serata dal titolo fortemente simbolico: Musica… bestiale.

Una correzione va premessa. Nell’articolo richiamato avevo sottolineato l’acustica sorda dell’Abeliano. Ero seduto in altro, tra le ultime file della platea, o meglio della gradinata, visto che è fatta a gradoni, per giunta un poco ripidi. Questa volta, complice l’arrivo pochi secondi prima dell’inizio del concerto, mi sono seduto in prima fila al primo posto libero.  Ho ascoltato perfettamente, anzi, anche troppo, quando la pioggia scrosciante si è fatta sentire in sala come sottofondo.

Titolo emblematico, dicevamo: infatti, si è trattato di un concerto monotematico in cui tutti i titoli delle composizioni rimandavano in qualche modo agli animali.

Rino Marrone, questa volta si godeva il concerto di musiche da lui stesso assemblate con gusto, comodamente seduto in platea. Ha aperto le danze, si fa per dire, il clavicembalista Michele Visaggi, che ha presentato la prima composizione: L’insectarium, per clavicembalo solo, scritto nel 1953 da Jean Francaix, Buona esecuzione dei sei brani che compongono l’opera, ciascuno dedicato ad una diversa specie d’insetto.

All’interpretazione pianistica di Maurizio Zaccaria sono stati affidati il secondo ed il terzo brano del concerto, rispettivamente The cat and the mouse di Aaron Copland e Cirkus polka: per un giovane elefante di Igor Stravinskij. Il giovane pianista pugliese ha dimostrato doti di solido interprete. Tecnicamente dotato, colpisce soprattutto per la capacità interpretativa ed il coraggio di prendersi rischi, pur di raggiungere il suo obiettivo sonoro. Gli è toccato poi di accompagnare al pianoforte l’oboe di Giuseppe Giannotti, nell’esecuzione di Two insect pieces, scritto da Benjamin Britten nel 1935, ed il violoncello di Giuseppe Carabellese, giovane musicista dall’interessante sensibilità musicale, nel famoso Le cygne da Le carnaval des animaux, composto nel 1886 da Camille Saint-Saens. E’ stata quindi la volta di due composizioni per clarinetto e pianoforte, affidate all’interpretazione di  Giambattista Ciliberti e Maurizio Zaccaria.

Di Leo Gadaleta –nella foto-, presente in sala, è andata in scena la prima esecuzione assoluta di Animal farm, composizione ispirata alla giornata tipica del fattore, commissionata all’Autore dal Collegium. Bella composizione. Nessuna astrusità, alternando numerosi momenti di assoluto lirismo e scorrevolezza della partitura, con attimi altrettanto gradevoli di totale immersione nella contemporaneità. Applausi meritati anche per l’Autore, chiamato dagli  interpreti a condividere il successo. E’ seguito di Nikolaj Rimskij-Korsakov Il volo del calabrone.

Dulcis in fundo l’esecuzione del Quartetto per archi  in re maggiore op.64 n° 5, meglio noto come L’allodola. L’esecuzione del quartetto, trascinato dal primo violino in serata di grazia, è stata in costante crescendo. Applausi meritatissimi per Carmine Scarpati –ascoltarlo valeva un’intera serata- e Daniela Carabellese, violini, Francesca Carabellese, viola, e Giuseppe Carabellese, violoncello. Una stagione per ora decisamente in crescendo.

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