Passato il Medimex, passata la festa? Per un weekend Bari si fregia del titolo di capitale italiana della musica. Un anno però è composto da 365 lunghissimi giorni e ridurre la cultura musicale di un luogo ad un weekend di stand, set live e workshop è forse pretenzioso ed azzardato. L’erba del vicino è sempre più verde. Un colore che, associato alla musica, ci rimanda all’Irlanda, alle atmosfere folk di Temple Bar, nel pieno centro di Dublino.
Torniamo a Bari adesso, non prima di un buona pinta di birra. Bari è davvero una città per chi vuol far della propria musica un mestiere? “Benché a Bari vi siano tanti musicisti, pochi sono i luoghi adeguati alla diffusione – racconta Laura Migliaccio, organizzatrice da quattro anni dell’Acoustic Gargà, rassegna musicale promossa dall’omonimo Gargà Music Bar (Strada Palazzo di Città, 58 – Bari) – Bari è una città di musicisti che deve fare ancora tanta strada per diventare una città a misura di musicista – prosegue Laura – Questo dipende da una moltitudine di fattori: artisti, gestori, pubblico e operatori del settore”.
Del resto la prova del palco è il primo gradino che ogni artista deve superare per uscire dal garage o dalla sala prove e dire “io esisto”. E se la voglia di suonare è tanta, non sempre si può dire lo stesso dell’interesse all’ascolto. “Basta guardarsi intorno e dare uno sguardo alle varie realtà che a Bari propongono musica per rendersi conto che siamo in pochi a garantire un’offerta a medio-lungo termine – analizza Laura – Abbiamo iniziato a coprire l’intera stagione invernale fin dalla prima edizione, nonostante sarebbe stato più semplice ingaggiare musicisti volta per volta”.
Quanta gente mi porti? La crescita musicale di una città dipende dalla preparazione degli operatori. Intermediazione fra domanda e offerta, scouting fra le nuove leve e capacità di proporre percorsi e temi arricchiscono un panorama troppo spesso schiavo del semplice bisogno dei gestori dei locali di attirare gente e far cassa. “La dinamica diffusa del quanta gente mi porti è alla base della maggior parte degli eventi che il musicista vorrà proporre nel locale di turno perché, alla fine, tra tanta scelta spesso difficile da giudicare nel merito e con le dinamiche imprenditoriali ed economiche che un’attività non può omettere dalle proprie valutazioni, il numero di persone, coperti e consumazioni sarà l’unico metro di paragone e, appunto, valutazione oggettivo e materiale – sentenzia Laura – Purtroppo nella nostra città mancano luoghi “fatti” per la musica, mancano club adeguati e le iniziative che ci si ostina a promuovere sono sempre più sporadiche e per la gran parte dei casi propongono sempre ed esclusivamente la stessa minestra: contest, concorsi, premi”.
La quarta edizione dell’Acoustic Gargà. Con il duo Carmen/Leo Barberio, sabato 14 novembre alle 21.30, prende il via la nuova rassegna promossa dal locale barese. Sono 11 gli appuntamenti totali in calendario, per una stagione che si concluderà agli inizi di aprile. Carmen De Benedictis (voce) e Leo Barberio (chitarra) propongono un viaggio fra i migliori successi italiani e internazionali. L’intreccio di pop, soul, reggae, rock e cantautorato italiano dà vita ad un intenso e coinvolgente spettacolo in chiave acustica.
Offerta musicale arricchita dall’accostamento del vino al calore delle chitarre acustiche. “Siamo partiti con la volontà di riuscire a proporre agli ospiti del locale una vera e propria esperienza completa che potesse effettivamente differenziarsi dalle altre sparse per la città. Quest’anno – annuncia Laura – abbiamo concretizzato quest’idea stringendo accordi con la cantina Agricola Spinelli di Santeramo (BA). Un’offerta diversa perché il pubblico, attirato dal vino, può cogliere occasione per scoprire gli artisti del territorio e viceversa”.











