Si pretendeva la conferma e questa è arrivata. In un vivissimo posticipo il Bari batte il Livorno per 1-0. A decidere l’incontro, ancora una volta, Maniero, giunto al suo quinto gol in campionato e ancora una volta con una grande prestazione. La partita è frizzante fin dai primi minuti ma i biancorossi, come nella sfida di Cesena attendono gli ospiti. Dopo venti minuti però sale in cattedra il Bari e di lì in poi è quasi un monologo biancorosso. Ospiti schiacciati nella propria metà campo e galletti arrembanti che trovano sulla strada del gol, per ben due volte, i legni. Un Bari vivo, attento, ordinato e incisivo spinto dalla prestazione super di un ritrovato De Luca. La zanzara sembra aver passato il momento di annebbiamento che lo affliggeva nelle ultime partite e oggi ha preso per mano la squadra proponendosi, attaccando, correndo, recuperando a centrocampo e tentando la via del gol. Ma l’uomo partita non può che essere Maniero che, al di là del gol eccezionale, ha dato tanti grattacapi ad una difesa non al top della forma. Merito dei biancorossi anche quello di essere riusciti a scardinare una squadra molto ben organizzata, arcigna e compatta.
Bene oggi, pur senza eccellere, Porcari riposizionato da Nicola nella fase di interdizione del campo. Ordinato come ci sta abituando anche Gentsoglou, espulso nel finale per un doppio giallo forse troppo severo. Lievemente sotto il suo standard Valiani che, comunque, ha come sempre dato il suo grande contributo in termini di intensità e costruzione. Ottimi segnali anche dalla difesa. A sinistra Gemiti ha fatto sufficientemente il suo lavoro e al centro la coppia Contini-Rada ha saputo essere vera diga della porta di Guarna. A destra Sabelli non è stato irresistibile. Tante le sgroppate ma troppi i cross sbagliati.
Chiaramente soddisfatto Davide Nicola: “Oggi abbiamo fatto una buonissima figura al cospetto di una squadra quadrata, ben messa in campo e con ottimi giocatori. Potevamo fare più gol, stiamo crescendo da tutti i punti di vista e stiamo ottenendo una buona continuità. E’ un buon momento perché riusciamo a occupare bene il campo anche se non riusciamo a raccogliere tutto ciò che produciamo”.












