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Sanità pugliese, il centrodestra all’attacco: “21 anni di promesse mancate e conti in rosso”

«Correva l’anno 2005 quando Nichi Vendola promise ai pugliesi “una sanità migliore”… da allora sono passati 21 anni e nel frattempo la Regione Puglia è dal 2010 in piano di rientro per deficit, ma anche per colpa di una sanità diventata oggetto di clientele, consenso elettorale, sprechi e scandali». È quanto dichiara in una nota unitaria i gruppi consiliari del centrodestra in Regione Puglia, che torna a sollevare con forza il tema dell’emergenza sanitaria e finanziaria nel territorio regionale.

Secondo le opposizioni, le criticità strutturali del sistema — aggravate da un disavanzo di bilancio stimato tra i 350 e i 369 milioni di euro — continuerebbero a gravare sulle tasche dei cittadini, tra l’aumento della pressione fiscale e la riduzione dei servizi essenziali, a fronte di assunzioni spesso legate a logiche elettorali.

Il nodo del confronto democratico e lo scontro sulle regole d’aula

Nel mirino del centrodestra vi è anche la gestione del confronto istituzionale all’interno dell’assemblea regionale. I consiglieri di minoranza denunciano i limiti imposti durante le precedenti sedute tematiche: «Il 14 luglio scorso si tenne una seduta monotematica sulla sanità, ma la maggioranza ha voluto metterci il bavaglio e ha contingentato i tempi degli interventi, un vero e proprio attacco alla democrazia, mai visto prima».

Da qui la richiesta formale di un cambio di passo radicale: l’istituzione di una seduta d’aula vera, trasparente, approfondita e non blindata, che veda la partecipazione diretta del presidente della Regione Antonio Decaro e dell’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, chiamati a rispondere senza filtri alle domande dei consiglieri e alle istanze dei cittadini.

Monitoraggio della spesa, liste d’attesa e carenza di organico

L’obiettivo dichiarato delle opposizioni è avviare un controllo rigoroso e capillare sui capitoli più delicati della spesa pubblica regionale:

  • Un’analisi puntuale dello stato delle liste d’attesa nelle singole Aziende Sanitarie Locali;

  • La risoluzione della cronica carenza di personale medico e infermieristico nei reparti e nei pronto soccorso;

  • Una revisione della governance delle strutture sanitarie territoriali e delle società in house.

«Come centrodestra siamo fermamente convinti che il Consiglio abbia il diritto/dovere di esercitare le proprie funzioni di indirizzo, controllo e vigilanza su una materia che assorbe la quota più significativa del bilancio regionale e che incide quotidianamente sulla vita della comunità», conclude la nota, ribadendo che l’interesse prioritario resta la tutela dei pazienti fragili e il diritto universale alle cure.

Mappa del Ritardo: L’Analisi del Lungo Elenco d’Attesa nelle ASL Pugliesi

Dall’analisi incrociata dei dati ufficiali Agenas e delle rilevazioni dei CUP regionali, emerge con chiarezza una Puglia sanitaria a due velocità, in cui la performance e i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie garantite nei tempi di legge variano in modo significativo da provincia a provincia. Questa profonda disomogeneità territoriale, che vede alcune aree in forte affanno, contribuisce a posizionare la regione al penultimo posto nazionale con appena il 55,7% di prestazioni erogate nei tempi previsti, ben lontano dal 99% della virtuosa Basilicata e dalla media nazionale dell’81,7%.

In questo quadro critico, la maglia nera regionale spetta all’ASL di Bari, che fa registrare la performance peggiore con solo il 52,4% di prestazioni erogate nei termini di garanzia. Un dato allarmante se si considera che si tratta della provincia più popolosa, dove l’alto volume di richieste non trova una risposta adeguata. Di poco superiore la situazione nell’ASL di Taranto (54,8%) e nell’ASL di Brindisi (56,3%), mentre l’ASL di Lecce si attesta al 58,1%. Le uniche aree che superano la media regionale sono l’ASL di Foggia (61,2%) e, soprattutto, l’ASL BAT (Barletta-Andria-Trani), che si distingue come l’azienda sanitaria con i dati meno critici del territorio, raggiungendo il 64,8% di rispetto dei tempi garanzia, pur restando ancora distante dagli standard nazionali.

A pesare sui ritardi sono specifici colli di bottiglia e carenze di personale, che si traducono in attese bibliche per i pazienti: si superano i 120 giorni di media per una visita oculistica o dermatologica, e addirittura i 160 giorni per una risonanza magnetica. Di fronte a questa emergenza, l’obiettivo prioritario del nuovo piano regionale straordinario è lo smaltimento delle liste d’attesa, puntando ad allineare la Puglia alla media nazionale entro il 2027.

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Redazione
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