Giorni travagliati quelli del Bari e del suo presidente Cosmo Giancaspro. Non tanto per l’avvio incerto della squadra in campionato, quanto per gli interrogativi sulla questione sponsor tecnico e per la curiosa richiesta avanzata dal presidente biancorosso al Comune di Bari di trasferire la propria residenza allo Stadio San Nicola. “Non è una novità che qualcuno chieda la residenza allo stadio. – dice Giancaspro – In passato alcuni giocatori l’hanno fatto e io ho fatto richiesta perché lavoro per il Bari a tempo pieno. Così mi sarà più agevole ricevere documenti e posta qui”.
Una strana coincidenza è quella della notizia dell’intimazione di sfratto al custode che abita nel San Nicola da ventisei anni e che, ad oggi, è inquadrato come giardiniere: “Non c’è un nesso con questa questione. Non mi risultava neanche che vi fosse un custode – continua Giancaspro – e comunque io non posso sfrattare nessuno da una struttura che non mi appartiene”.
Ma c’è un’altra questione all’ordine del giorno, quella dello sponsor tecnico. Già sotto la presidenza Paparesta il Bari non ha mai avuto un contratto di sponsorizzazione tecnica. C’era solo un contratto di fornitura. “Fc Bari – ha sottolineato Giancaspro – non ha mai avuto un contratto sul quale potessi poi decidere se mantenere o meno lo sponsor dell’anno scorso. A giugno mi è stata sottoposta una lettera di intenti con Umbro cui però, ad oggi, non è seguito alcun contratto perché si sono verificati problemi sulla qualità del merchandising. Ma non ho alcuna intenzione di cambiare sponsor tecnico”. Il riferimento alla gestione del merchandising di Gianluca Paparesta e della sua Globalicensing è evidente: “In passato su quest’argomento c’era un accordo trilaterale con persone esterne e i soldi del merchandising non andavano nelle casse del Bari. Tutta questa situazione è dovuta anche ad un ritardo, in dieci giorni ho dovuto praticamente fare tutto, tra cui stilare questo documento”.
Un piano commerciale effettivamente non può essere fatto in poco tempo: “Generalmente questi aspetti vengono affrontati 8-9 mesi prima del campionato – ha continuato Giancaspro – io sono stato costretto a farlo in pochi giorni a fine giugno. La situazione dovrebbe sbloccarsi a breve anche perché la società ha bisogno del merchandising”.











