La fiamma tricolore che continua ad ardere anche se il PD e la Boldrini vorrebbero estinguerla, si alimenta nelle romanissime corde vocali di Francesco Storace, a destra per definizione, a destra per scelta di vita, e sempre iperattivo nel panorama ideologico che fu del Movimento Sociale Italiano. Oggi dirige il Giornale d’Italia, e mentre si districa tra le strade di Frosinone si concede una chiacchierata con noi, “obbligandoci” come sempre ad usare il “tu”.
Francesco, partiamo dai referendum di Lombardia e Veneto del prossimo 22 Ottobre. Il centro-destra, sia politico che intellettuale, è disunito sul tema. Salvini e pezzi di Forza Italia favorevoli, Fratelli d’Italia contraria. Buttafuoco a favore, Veneziani contrario. Storace cosa ne pensa?
Noi come movimento Nazionale abbiamo messo ai voti nell’Assemblea l’adesione al Referendum, che è passata ad altissima maggioranza. Non solo, ma siamo favorevoli anche alla proposta d’istituire una macro-regione Meridionale, una rivoluzione italiana che passi dall’Autonomia.
Ad Atreju, tra i patrioti, non c’eri. Sei un non-Sovranista, o un Sovranista non gradito alla Meloni?
Sono esule! Mi ha mandato in esilio la Meloni, pazienza! Però è la conferma che sia lei a non volere un dialogo con me, quando leggi certi programmi e vedi certe manifestazioni, rendendoti conto che c’è tutto ed il contrario di tutto, che fare? Come diceva Nanni Moretti: “Mi si nota di più se ci sono o non ci sono?”
A proposito di future elezioni, al netto di una legge elettorale ancora poco chiara, hai in mente uno schema che possa funzionare?
Io voglio un modello nel quale poco centrino le ambizioni personali, anche perché in Parlamento dovrebbero starci soprattutto persone nuove. Alla fine vorrei davvero si costruisse la possibilità di vincerle queste elezioni, ed ho l’impressione che certe volte il centrodestra rinunci a farlo. Ho visto Fiuggi, Atreju, Pontida, in termini di partecipazione popolare non c’è paragone, Salvini ha portato 50mila persone con tutto il peso dell’inchiesta che poi s’è sgonfiata. Ha qualcosa di incredibile la calamita di quest’uomo! Non riesco a capire perché gli alleati non ne prendano atto.
Secondo te quindi Salvini potrebbe guidare la coalizione?
È il più fresco, parla un linguaggio gradito alle persone, poi tutti questi cosiddetti “big” faranno quello che vogliono. Guarda la stessa Meloni, se avessero messo lo sbarramento al 5% avrebbe fatto l’inferno, come fai a candidarti Premier se hai paura di una soglia così bassa? Fa semplicemente dispetti, prima il “No” sul Referendum delle autonomie, poi la candidatura alla premiership, non capisco il suo cambio di rotta.
Sulla legge Fiano, che vieta ogni forma di propaganda fascista, s’è acceso un enorme dibattito. Possibile che nel 2017 dobbiamo ancora avere paura del Duce?
Ha moltiplicato i saluti romani.
Lo scorso anno durante un convegno alla “Fondazione Tatarella”, mi raccontasti di non avere più velleità politiche da prima punta, ma più come allenatore. Sei ancora di questo parere?
Lo continuo a dire, io preferisco la prima linea rispetto alla prima fila. Se dovessi scegliere mi impegnerei di più al fianco di amministrazioni locali, poi se c’è bisogno in Parlamento di fare qualcosa assieme sono disponibile, ma non è la mia prima aspirazione. Non faccio come Casini che per essere riconfermato ha presieduto la commissione sulle Banche.
Che dovrebbe fare oggi Berlusconi?
Dovrebbe gestire il centrodestra con generosità, io credo che se lui accettasse un percorso d’intesa con Salvini, sarebbe comunque un prim’attore e avrebbe larga parte nel Governo, sbaglia nell’incaponimento nel volersi candidare Premier. Questo lo dico a prescindere dalla sentenza d’interdizione, che anzi sarebbe giusto cancellare, ha ancora tanti estimatori ma c’è bisogno di cambiamento.
Per chiudere, in una eventuale alleanza Salvini-Meloni-Berlusconi, temi di ritrovare un veto come quello che mise Fini a suo tempo?
Bah, allora c’erano numeri elevatissimi e il veto poterono permettersi di farlo sia su di noi che su Casini, sta volta è più complicata, poi con tre poli non si può più scherzare.











