HomePoliticaSilvio Berlusconi, nel seggio del Cavaliere

Silvio Berlusconi, nel seggio del Cavaliere

In un Paese di tifosi, privato del suo Mondiale di calcio, si continua sugli spalti della giusta giustizia o della punizione divina. Silvio Berlusconi sta conducendo la sua battaglia giuridica, rivendicando l’usurpazione del trono, il seggio scippato in virtù della Legge Severino, che lo terrebbe lontano da nomine di Palazzo sino al 2019.

Tutti hanno un motivo per volere il Cavaliere in campo, e tutti ne hanno almeno uno per temerlo. Forza Italia ha bisogno della sua punta di diamante per arrivare prima nella corsa a Palazzo Chigi alle Politiche 2018, gli alleati per quanto infastiditi dall’ingombro mediatico che ancora crea, non ne possono prescindere per vincere la partita. La sinistra preferisce un sinistro accidentale con l’arci-nemico di sempre, che non il Movimento 5 Stelle al Governo.

Renzi, con la sua eleganza istituzionale di sempre, si è augurato di vederlo in campo e si è detto pronto a fare le valigie da Firenze per sfidarlo nel collegio di Milano. Il baluardo di Repubblica Eugenio Scalfari, alla domanda fra chi opterebbe tra un nuovo grillino e un vecchio arcano della guerra editoriale, non ha avuto dubbi: “Tra Berlusconi e di Maio, scelgo Berlusconi”.

Alle 9.15 del 22 Novembre 2017, la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo con oltre 550 persone accreditate per l’udienza ed un pool di avvocati, inizia a discutere la vexata quaestio.

La Legge Severino, come tante sovra normative e pene accessorie della nostra giurisprudenza, è uno strumento vessatorio e pericoloso, che blandisce sospensive e decadenze in virtù di arresti preventivi o condanne di primo e secondo grado, quindi non definitive. Abbiamo potenziato la coercizione degli innocenti, perché il naturale corso nei Tribunali risulta troppo lento. Toppe e falle enormi, come l’Anac e tutti gli enti burocratici che aumentano il loro potere discrezionale, con la spinta di un vento di condanna populista e poco garantista.

In più, nel caso specifico, Berlusconi aveva commesso questi reati precedentemente all’entrata in vigore della nuova normativa, e quindi è stata applicata con effetto retroattivo. Mossa vietata costituzionalmente nei processi penali, se non “pro reo.” Ipso facto, è stata violata la coerenza della certezza della pena nel momento in cui si è consumata (secondo i giudici) la condotta criminale.

Non sono pochi i sassolini nella scarpa che Berlusconi si sta togliendo. Nella vita privata ha vinto il ricorso contro l’ex moglie che dovrà restituirgli 60 milioni di euro, in quella politica è adulato da tutti i suoi avversari e non, nel braccio di ferro con la Magistratura potrebbe ribaltare la sua ineleggibilità. A breve sarà pure al cinema con un film sulla sua vita che, piaccia o no, non può che essere straordinaria.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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