Una richiesta partecipativa per la progettazione della riqualificazione urbanistica della zona del faro. Con proposte, suggerimenti ed osservazioni ed un piano curato dall’architetto Saito che è stato presentato ieri al comitato residenti di San Cataldo, nel corso di un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato il sindaco Antonio Decaro, il vicesindaco e assessore al Patrimonio Pierluigi Introna, l’assessore all’Urbanstica Carla Tedesco e il presidente del Municipio III Massimiliano Spizzico, il progetto preliminare per la riqualificazione del lungomare di San Cataldo.
Il progetto, curato dall’architetto Mauro Saito, rappresenta una possibile (e concreta) risposta alle istanze presentate dagli abitanti di San Cataldo nell’ambito del percorso partecipativo del PUG, che ha visto una grande attività del comitato che gestisce il giardino condiviso della scuola Marconi, trasformato in uno degli “sportelli PUG” attivi nel supporto alla compilazione di schede per la raccolta di osservazioni e proposte dei residenti e nell’organizzazione delle passeggiate di esplorazione urbana.
L’incontro ha rappresentato un’ulteriore occasione per ascoltare i residenti e le loro proposte sulla riqualificazione del quartiere.
L’area interessata dall’intervento si estende dal sito del faro, su lungomare Starita (Molo San Cataldo) alle spiagge antistanti la Fiera del Levante, in via Paolo Pinto, un’area costiera ritenuta strategica per il rafforzamento della relazione città-mare, uno degli obiettivi prioritari dell’amministrazione comunale. La strategia di valorizzazione complessiva dell’area, che il PUG, il Piano Coste e il Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana stanno delineando, riconosce la valenza della fascia costiera e prevede interventi tesi a qualificare gli spazi pubblici attraverso l’inserimento di aree verdi attrezzate e di funzioni urbane attrattive (attrezzature sportive, sociali e culturali), a beneficio dei residenti, di tutti i baresi e dei turisti.
Sul lungomare è stata progettata una fruizione dello spazio pubblico della zona del faro tramite una serie di operazioni di traffic calming sulla curva del lungomare Starita, con un intervento sulla viabilità che prevede l’allargamento del marciapiede lato mare dove sarà realizzata una nuova pista ciclabile.
Sul lato terra, invece, si manterrà una superficie per la sosta e si procederà con la sistemazione del marciapiede con la possibilità di piantumare anche nuove alberature.
Per quanto riguarda, in particolare, il progetto dell’area circostante il faro, questa sarà resa accessibile ai cittadini attraverso una scalinata, configurata come un’arena all’aperto, sormontata da un belvedere panoramico sul mare. L’attuale giardino sarà ampliato sui lati adiacenti ad ovest e ad est.
Quanto alle spiagge prospicienti la Fiera del Levante, saranno riqualificate attraverso interventi di rimodellazione dei luoghi (belvedere, piattaforme prendisole, arenile) resi accessibili tramite percorsi pedonali rivestiti in legno tecnico resistente alle intemperie.
L’acquisizione gratuita della zona del faro al patrimonio comunale è stata ratificata dal Consiglio lo scorso febbraio.
“Durante l’incontro – aggiunge l’assessora all’Urbanistica Carla Tedesco – è stata condivisa l’idea di aprire in tempi brevi all’uso pubblico parte delle aree recentemente acquisite inserendole tra le aree bersaglio del programma “Rigenerazione creativa” finanziato dal POC metro: si tratta di interventi a basso costo, reversibili, che utilizzano materiali riciclati e riciclabili e che sono in grado di restituire all’uso luoghi abbandonati in tempi più brevi di quelli ordinari della pubblica amministrazione attraverso laboratori di autocostruzione, street art, giardinaggio condiviso. La presenza di cittadini attivi che hanno voglia non solo di partecipare ai processi decisionali che riguardano le trasformazioni urbane, ma anche di agire accanto all’amministrazione, rende quest’area assolutamente idonea ad attivare un simile processo. E l’amministrazione ha tutte le intenzioni di intercettare questa energia positiva, come è già accaduto con l’esperienza pilota del giardino Gargasole all’interno della ex Caserma Rossani”.











