Matteo Salvini è un Ministro tutto fare dell’Interno, anche inteso come interno psicologico, somatico, ed emotivo. Non c’è piatto di spaghetti, cucchiaio di Nutella, o divisa delle forze dell’ordine che lasci tra i selfie privati. Perfino l’avviso di garanzia lo ha letto in anteprima, in streaming, sulla sua home Facebook.
La forza della comunicazione empatica, a Sanremo avrebbe voluto vincesse Ultimo, e questo ha dato pepe alla polemica che lo stesso cantante ha fatto contro la politica di selezione, molto anti-popolare. Così con lo scorrere del calendario è arrivato pure San Valentino, festa ultra commerciale, creata ad hoc per riempire gli scaffali dei negozi di regali a cuoricino e cioccolatini, ed indurre a spendere denaro.
Solo, dal suo ufficio, riflessivo, alla luce del tramonto: “Avete ragione voi, sarebbe una ‘festa’ da abolire.” Non sappiamo se sia un post dettato dall’amarezza di alcune vicende personali in itinere, o se l’abbia sempre pensato.
Magari gli esperti di giurisdizione amorosa riempiranno qualche talk show con l’analisi attitudinale del Ministro negli affari intimi. Si potrebbe imbastire un’ennesima trasmissione incentrata sulla cattiveria di Salvini, come abbiamo già affrontato in precedenti articoli.
Allorché qualche giornalista assertivo potrebbe appuntare: “La conferma della sua (di Salvini, ndr) cattiveria si evince dalla voglia di cancellare ricorrenze affettive come San Valentino. Dopo i migranti, disprezza le donne.” È fantasia forse, solo fino a quando a qualcuno non venga in mente.












