Tanti errori, tanta paura di perdere prima e di vincere dopo. Ma contro il Perugia era fondamentale conquistare la vittoria, la seconda consecutiva dopo quella contro la Salernitana dello scorso 1 maggio, per poter continuare a sperare nella salvezza.
Il Foggia ci ha creduto tanto. I calciatori, l’allenatore, il meraviglioso pubblico che ha saputo trasformare lo Zaccheria di una fredda serata di primavera in un inferno tanto caldo quanto determinante nel dare energia ai rossoneri quando le forse non erano che al lumicino.
La partita è stata combattuta, tesa, non bellissima esteticamente. Ma a due squadre che si giocavano in 90 minuti tutta una stagione non si poteva chiedere molto di meglio di una partita di cuore e grinta.
Il Foggia nel primo tempo ha provato a partire forte, a controllare la gara, a resistere al ritorno del Perugia, a steingere i denti nel serrate finale. Ha sfiorato il gol in due occasioni con Busellato e Deli, ma ha anche ringraziato la buona sorte per il palo colpito da Verre, il migliore del Perugia.
Grassadonia ha dovuto sostituire forzatamente Zambelli, che nel primo tempo si è fatto male ed ha lasciato il posto a Loiacono. Ma è stata una partita segnata da molti infortuni, con Dragomir, El Yadiq e Busellato che nel corso della ripresa hanno lasciato il tempo claudicanti.
Ed è stato, si può dire, uno di questi cambi il punto di svolta della partita. Il centrale di difesa del Perugia El Yadiq (ottima una sua chiusura su Iemmello nella ripresa) si fa male e lascia il campo a Sgarbi che, dopo pochi secondi mette le mani addosso a Mazzeo atterrandolo irregolarmente nell’area di rigore. L’arbitro fischia il penalty per il Foggia e sul dischetto va Greco.
La palla è pesantissima, ma il regista del Foggia riesce a spingerla in rete nonostante il tentativo quasi riuscito di Gabriel che tocca ma non ferma il pallone.
Foggia in vantaggio e Zaccheria che diventa un vero e proprio girone infernale. E poi altri 23′ di sofferenza, di paura di vincere, di palla respinta a casaccio, di ripartenze non sfruttate e di brividi (non solo di freddo) per il pubblico sugli spalti.
Ma quel che conta è una vittoria vitale che sposta la classifica, fa risalire il Foggia al quart’ultimo posto ad un solo punto da Salernitana e Livorno. Ora la salvezza è molto meno distante, ma nulla è ancora deciso in questo finale di campionato bello e dannatamente difficile.




















