O c’è lealtà tra tutti i componenti del Governo o il Premier Giuseppe Conte si è detto pronto a rimettere il suo mandato nelle mani del presidente della Repubblica perché “non mi presterò a vivacchiare o a galleggiare” per “restare a Palazzo Chigi”. E’ diretto e non usa giri di parole Conte, chiedendo quindi “a entrambe le forza politiche e ai rispettivi leader di dirci se hanno obiettivo di proseguire nello spirito del contratto o se preferiscono riconsiderare questa posizione”.
Ed il riferimento ai postumi di una campagna elettorale per molti versi anche tesa e distruttiva sono ben chiari, nei confronti di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
Che i due si sopportino da qualche tempo è cosa ben evidente. E la domanda che tutti si fanno non è se il Governo cadrà ma quando e su cosa. Proprio per questo ieri ha voluto parlare, e lo ha fatto senza mezzi termini, il Premier.
“Le polemiche sterili sottraggono energie preziose e distolgono dagli obiettivi di governo“, sottolinea.
Poi Conte non si dice certo della durata di questo governo perché “non dipende solo da me”, bisogna “uscire dagli schemi delle campagne elettorali e dei proclami a mezzo stampa“. Il motto è “sobri nelle parole e operosi nelle azioni”. E ci vuole “leale collaborazione”: il che “vuol dire che se il ministro dell’Economia e il presidente del consiglio dialogano con l’Ue per evitare una procedura d’infrazione che ci farebbe molto male, le forze politiche non intervengono ad alterare quel dialogo riducendo quella trattativa a terreno di provocazione…”.
“Se tutti mantengono la parola data il governo va avanti”, scandisce Matteo Salvini sottolineando poi su Facebook: “Noi non abbiamo mai smesso di lavorare, evitando di rispondere a polemiche e anche insulti, e gli italiani ce lo hanno riconosciuto con 9 milioni di voti domenica”.
“Questa è l’unica maggioranza possibile e che può servire meglio il Paese. Andiamo avanti con lealtà e coerenza. Dobbiamo cambiare ancora tante cose”, scrive dal canto suo su Facebook Luigi Di Maio. Ma “ci sono due cose importanti dal punto di vista umano” per portare avanti il dialogo con la Lega e la ‘vita’ del governo: “Chiedo che finiscano gli attacchi ai ministri del MoVimento 5 Stelle, rispettando il lavoro di ognuno e, siccome nel contratto c’è ancora tantissimo da fare, non è certamente il momento per proporre temi divisivi mai condivisi fuori dal contratto”.












