Esco nell’aria fresca della notte che si avvicina, e mi lascio cullare dalle emozioni dalle quali mi sono lasciato avvolgere. Ron ha appena concluso la sua esibizione al Teatro Forma, quella che ha inaugurato la nuova stagione legata al prestigioso teatro. L’aria fresca non mi disturba: le vibrazioni sonore sono ancora dentro e attorno a me. Ed ora di fronte ad un foglio bianco sul quale recensire mi accorgo che non è facile scrivere di un artista sul quale si è detto tanto, si è detto tutto. Restano i ricordi, le sensazioni, i sentimenti ‘arrivati’, recepiti, metabolizzati.
Serve riepilogare la sua scheda? Rosalino Cellamare in arte Ron; classe 1953 di Dorno (PV), nonno di Trani; categoria: cantautore; genere: ballate; caratteristica: raffinata sensibilità; album di registrazione: 26; partecipazioni a Sanremo 8; giudizio critico: un grande della musica d’autore. Ho seguito tre o quattro concerti di Ron dagli anni ’90 in poi e tutti mi hanno lasciato qualcosa dentro, l’impressione di un musicista autentico che non si risparmia.
Per aprire il concerto “Una città per cantare”, un brano, ‘The Road’, di Danny O’Keefe del 1972, portato al successo anche da Jackson Browne; una di quelle canzoni che non può mancare in tutti i concerti di Ron perché è un omaggio ad ogni città del tour: voce e chitarra acustica in fingerpicking e la magia è subito creata. Ed è anche l’inizio di quella che sarà una chiacchierata per tutta la sera per legare una canzone all’altra, in un discorso confidenziale, quasi un dialogo, col pubblico. Il cantautore racconta del suo incontro con Carmen Consoli e di come sono nate amicizia, stima e la splendida ballata “Cambio stagione”. “Più di quanto ti ho amato” e “Sono un figlio”, title track del suo ultimo disco del 2022, veicolano verso “Piazza Grande”: tutto in un’atmosfera intima, di gentilezza diffusa, di profonda sensibilità da condividere a piene mani. Ron racconta ancora di Amalia Rodriguez a New York, di Renato Zero, di Renzo Zenobi e ovviamente più di tutti di Lucio Dalla; del comporre canzoni alle tre di notte (un orario preferito dai cantautori, chissà perché!?). Si accompagna con la chitarra acustica, spesso sedendo su una sedia, a volte su un divano; ma esegue “Anima”, dedicata a tutte le donne, suonando il pianoforte. Arriva poi “Il gigante e la bambina”, immensamente poetica, di Lucio Dalla e Paola Pallottino: c’è commozione, immancabile, anche se ancora adesso ci si chiede come mai si sia potuto scrivere un testo così bello e puro su una brutto caso di pedofilia realmente accaduto.
Ron convince, soprattutto avvince, anche se viaggia su altre frequenze, altri arrangiamenti, altre lunghezze d’onda: “Chissà se lo sai”, delicata e struggente, poesia pura, scritta con Lucio, così come “Cosa sarà”. La musica scende nelle vene, nell’anima, regala brividi, sogni, sensazioni. Con “Joe temerario”, “Tutti quanti abbiamo un angelo”, “Non abbiamo bisogno di parole” il pubblico accompagna sottolineando il ritmo o cantando. “Al centro della musica”, come il titolo del tour, chiude il concerto. E c’è il tempo per il bis: “Lontano lontano”, grandissima canzone di Luigi Tenco che rivive in Ron, eseguita a Sanremo (non al Festival) quando gli è stato assegnato ad ottobre scorso il Premio Tenco alla carriera; “Vorrei incontrarti fra cent’anni” con la quale vinse a Sanremo (questa volta il Festival) nel 1996 insieme a Tosca; una vittoria contestata 12 anni dopo per presunti voti truccati. Forse sarebbe stato meglio concludere con “Almeno pensami” di Lucio, portata nel 2018 al Festival, dove si classificò al quarto posto e vinse il Premio della Critica Mia Martini.
Con Rosalino sul palco si sono esibiti Stefania Tasca alle percussioni e vocalist di supporto all’occorrenza, Roberto Di Virgilio alle chitarre, Giuseppe Tassoni alle tastiere.
Al cospetto di un pubblico devoto, età minima 50 anni, il concerto poteva forse avere qualcosa in più, o forse qualcosa in meno, ma proprio per questo, è stato praticamente perfetto.
Non poteva avere migliore inaugurazione la stagione del Forma con la direzione artistica di Carlo Gallo, registrando il sold out.










![Transizione climatica, Italia a due velocità tra Nord e Sud [VIDEO]](https://www.pugliain.net/wp-content/uploads/2026/04/5z6k-218x150.jpg)









