Cosa accadrebbe se un’altra pioggia torrenziale dovesse abbattersi, non sia mai, sulle zone che lo scorso mese di settembre, giusto un anno fa, sono state colpite dalla violenta alluvione?
Nei giorni successivi al disastro, le passerelle dei politici non sono mancati, con il premier Matteo Renzi a farsi fotografare, faccia preoccupata, nel finestrino di un elicottero che sorvolava la zona devastata del litorale nord del Gargano, tra Peschici e Vieste. Poi però le cose fatte si contano sulla punta di una mano, per non parlare della messa in sicurezza.
A tornare sull’argomento è il consigliere regionale foggiano del M5S Rosa Barone, che dopo 365 giorni dai tragici avvenimenti che hanno portato morte e paura sul Gargano, torna a pressare le amministrazioni locali e nazionali. Secondo la Barone secondo cui dopo le passerelle mediatiche di politici nazionali e locali successive alle catastrofi del 5-6 settembre, sarebbe calata l’ombra sulla questione.
Molte in effetti le opere incompiute che vanno dalla non messa in sicurezza dei canali che sono esondati nel Settembre 2014, agli argini stessi non del tutto ripristinati, “lasciando presagire pressappochismo e lassismo da parte del governo pugliese – rincara la dose la consigliera Barone – se un altra alluvione di medesima intensità dovesse colpire le zone precedentemente alluvionate, il rischio idrogeologico sarebbe lo stesso se non peggiore, perché non si è provveduto a tutta una seria di interventi strutturali di primaria importanza”.
Secondo la consigliera pentastellata occorrerebbe un ripristino ed un riordino di tutta una serie di infrastrutture danneggiate per le quali era stata richiesta massima priorità con “la mozione Gargano” presentata in Senato: “Servono anche interventi per una rapida e completa ripresa delle attività produttive e turistiche – prosegue Barone -, attività che hanno visto una ripresa in quest’ultima stagione estiva solamente grazie alla buona volontà ed al sacrificio anche economico, degli operatori turistici e abitanti del Gargano. Nonostante il passaggio di staffetta dei due governi pugliesi – conclude – ancora oggi le famiglie non hanno avuto nessun tipo di agevolazione tangibile da parte dello Stato, senza considerare la mancata tutela del Lago di Varano”.











