Qualche giorno fa la nostra testata ha parlato [QUI IL LINK ALL’ARTICOLO] del fenomeno del made in China. Quest’oggi affrontiamo questo delicato argomento, che meriterebbe ben altri e più autorevoli approfondimenti, dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e dell’impatto che le aziende operanti in Cina hanno nel resto del mondo anche in riferimento alla possibilità di ottenere prezzi più bassi con standard di rendimento e qualità tecnica elevata.
Iniziamo col dire che complice manodopera a basso prezzo e la totale mancanza di tutele economiche e sociali hanno portato marchi blasonati come Apple ad “esportare” ingegnerizzazione ed assemblaggio ad aziende i cui lavoratori consumano la loro esistenza con turni massacranti di 14 ore durante le quali non esiste alcun tipo di pausa.
Detto questo possiamo sicuramente affermare che gli americani come anche gli italiani hanno poco da lamentarsi. L’esternalizzazione delle attività e/o dei rami d’azienda per abbassare i costi di produzione è un Trend che è molto complicato da combattere soprattutto in economie spregiudicate e fin troppo liberiste come quella americana o nella versione più “carlona” italiana.
E’ indubbio che, malgrado le metodologie e le politiche antisociali, l’apertura ai mercati cinesi ha accelerato l’importazione di numerose nuove tecnologie che prima erano riservate esclusivamente ai paesi economicamente depressi: Tecnologie come il dual-sim contemporaneo fino a qualche tempo fa erano infatti impensabili in Europa. Le aziende infatti tendevano a sviluppare e commercializzare i prodotti secondo una precisa mappa socioeconomica, quindi negli altri paesi conveniva più vendere 2 cellulari che un unico apparecchio dual-sim, tanto per fare un esempio.
Nel tempo anche in Europa si è affermato il trend per cui aziende europee commissionano l’assemblaggio di prototipi e di prodotti finali, ad aziende con sedi in Cina.
Su questa falsariga si muove, per esempio, l’azienda italiana STONEX (con 250 dipendenti) con amministratore delegato Davide Erba e Creative Director Francesco Facchinetti (si proprio il DJ Francesco), che recentemente è salita alla ribalta per la propria campagna pubblicitaria assicurando di realizzare un prodotto “Assembled in China” ma “Designed in Italy”.
Le caratteristiche tecniche dei cellulari StonexOne , di tutto rispetto vedranno la presenza di una camera posteriore Sony da 21 Megapixel, e posteriore da 8 MP. Il Nuovo processore MTK 6795, 64bit, True Octa-core. LTE SoC con velocità clock a 2.0 GHz.
Tecnologia multiprocessore con bassissimo consumo energetico e controllo termico., supportato da ben 3 GB di RAM e 32 GB di memoria interna Interno espandibile tramite alloggiamento per SD esterna fino a 64 GB. Il display AGC Dragontrail molto ampio, da 5,5 pollici avrà una risoluzione Quad HD, pari a 2560×1440 e densità a 534dpi.. Il dispositivo affida la sua autonomia ad una batteria da 3000 mAh removibile, in linea con l’esigenza di garantire L’utilizzo giornaliero sotto stress, installato di base su questo nuovo terminale e rom Stock proprietaria chiamata “Ciao OS”.
StonexOne avrà un bordo di colore blu, precisamente Blu Klein, che rappresenta un omaggio a Yves Klein, artista francese grazie al quale l’arte si identifica con l’artista.
Sostanzialmente un ottimo progetto che dovrebbe consentire a Stonex di competere con marchi più Blasonati come Apple e Samsung proponendo hardware di tutto rispetto con un prezzo mediamente più basso del 50%. Per ulteriori info si rimanda sulla pagina ufficiale di Stonex.











