Un cinema a due passi dal centro di Bari. Storico, per molti un punto di ritrovo e la presenza storica di un recente passato cittadino. La vendita, la decisione di abbatterlo, le polemiche. Un comitato di cittadini per difendere l’Armenise e la politica barese. Dal Comitato cittadino riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta che intende fare luce su un intero sistema-Carrassi, quartiere strategicamente fondamentale per il futuro di Bari. Eccone il testo.
Sei mesi dopo la nascita del “caso Armenise” e ad abbattimento purtroppo completato, ci preme riepilogare alcuni punti della vicenda, anche per informare i cittadini su alcuni lati oscuri di una questione per la quale un gruppo di cittadini si è attivato da dicembre per capire esattamente i termini del problema, che non riguarda solo il cinema Armenise, ma l’intero piano particolareggiato del quartiere Carrassi e, più in generale, quel che ci piace definire “sviluppo sostenibile” della città..
I cittadini devono sapere che:
1) Nel 2005 il Comune di Bari ha adottato il piano particolareggiato del quartiere Carrassi, un piano che prevedeva in particolare la ricostruzione delle case popolari poste su via Giulio Petroni, ma anche la ricostruzione dell’intero isolato del cinema Armenise, con la creazione di una piazzetta e di una torre e la ristrutturazione del cinema Armenise (non della sua demolizione!);
2) Il 9 febbraio 2016, i cittadini dei comitati “Salviamo il cinema Armenise” e “Carrassi-San Pasquale” organizzano un’assemblea pubblica, tanto pubblica da invitare anche i vecchi e i nuovi proprietari del cinema Armenise (che non si presentano). In quella occasione si registrano gli interventi significativi dell’architetto Arturo Cucciolla (uno dei redattori del Piano particolareggiato di quartiere) e dell’assessora all’Urbanistica del Comune, Ing. Carla Tedesco;
3) Qualche giorno dopo, su iniziativa di alcuni consiglieri di opposizione, si discute del caso in Consiglio comunale, ma l’intervento dell’assessora Carla Tedesco sostanzialmente chiude la discussione affermando che “i tecnici hanno pienamente effettuato ogni verifica e tutti gli atti sono regolari”;
4) In seguito, alcuni cittadini presentano un esposto alla Procura di Bari, quest’ultima decide di indagare sulla vicenda, riconoscendo la legittimità delle preoccupazioni di chi ha sollevato la questione. A tutt’oggi non risulta alcuna archiviazione dell’indagine, intanto il cinema Armenise è stato abbattuto da qualche giorno e probabilmente l’impresa acquirente sta iniziando i lavori di costruzione di un edificio con appartamenti e (presumiamo) di un nuovo cinema, visto che sul cartello si legge sempre “ristrutturazione del cinema Armenise”;
5) Va precisato che il 30/6/2016 sono scaduti i termini per la manifestazione di interesse che l’Assessore Maselli aveva avviato onde verificare che si potesse continuare a far esistere un presidio culturale attraverso l’utilizzo di una sala per rassegne d’essais: ad oggi nulla si sa;
6) Più che che gli aspetti sentimentali della vicenda, ci preme sottolineare la necessità della presenza dei presidi socio- culturali in ogni quartiere, per noi è assurdo assistere annualmente alla moria dei cinema di quartiere e allo sviluppo crescente di megastrutture periferiche, sempre più lontane dalle esigenze di chi ha scarsa mobilità, soprattutto la sera, come gli anziani: in questo riteniamo che Comune e Municipi debbano assolutamente intervenire in qualche modo (la Regione, da qualche anno lo ha fatto creando il circuito del “Cinema d’autore”). Ci domandiamo inoltre che senso abbia andare ad abitare in zone che vengono private di servizi socio-culturali, pensiamo anche alla recente chiusura del presidio sanitario posto a cinquanta metri dal cinema Armenise.
Comitato “Salviamo il cinema Armenise”
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