“Mancano i soldi per la formazione professionale per voi. Nulla da fare”. Così si sono sentite rispondere dalla Provincia di Brindisi due ragazze non vedenti che avevano chiesto la possibilità di frequentare un corso di formazione e di qualificazione professionale. Disagio che si aggiunge a disagio e che rende la ricerca del lavoro per i disabili ancora più difficile di quanto lo sia già.
“Quello della mancanza di lavoro è un problema sociale di notevoli dimensioni, che diventa ancora più grave se a non trovare lavoro sono i diversamente abili. Precludere loro il diritto allo studio ed alla formazione professionale, significa privarli di un’importante chance lavorativa”.
È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Buccoliero, che interviene su un problema specifico che riguarda due ragazze non vedenti, a cui la Provincia di Brindisi avrebbe precluso, per mancanza di fondi, la possibilità di frequentare un corso di formazione per operatori telefonici a Bologna. Sul delicato argomento, il consigliere Buccoliero ha presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta all’assessore alla Formazione Professionale.
“Per i disabili visivi (non vedenti ed ipovedenti) il problema del lavoro è più sentito, sia perché oggettivamente i disabili visivi non possono accedere allo stesso numero di professioni dei normodotati, sia perché vi è l’opinione diffusa che un cieco non possa rendere quanto un vedente. Mi chiedo – scrive Buccoliero – quali misure intenda adottare la Regione Puglia per garantire il diritto allo studio ed alla formazione professionale delle persone con disabilità visiva nella provincia di Brindisi e se non sia il caso di sostenere l’impegno economico necessario per consentire a queste due ragazze di poter frequentare nel capoluogo emiliano un corso, che rappresenta per loro una concreta possibilità di lavoro e, dunque, di vita”.












