Buona scuola? Si, ma quanto buona? Se da un lato sul piatto della bilancia ci sono le assunzioni e l’immissione in ruolo di quasi 100mila docenti ed un nuovo concorso, dall’altro i disguidi che hanno colpito migliaia di insegnanti, costretti a doversi spostare, pressocchè all’improvviso, da un lato all’altro dell’Italia, e classi che ancora oggi, a quasi un mese dall’avvio
A Bari ieri una riunione ha visto protagonisti alcuni esponenti della maggioranza in Regione ed in Parlamento per fare il punto della situazione e mettere in campo alcune proposte migliorative del pacchetto messo in campo dal Governo.
“La Buona scuola, è un provvedimento efficace che ha come nodo centrale la stabilizzazione di oltre 100mila insegnanti e un’offerta formativa più ricca per gli studenti. La sua applicazione ha comportato alcuni disagi che possono essere superati attraverso alcuni emendamenti”.
Il consigliere regionale e segretario del Partito democratico della Puglia, Marco Lacarra, durante un incontro in Consiglio regionale con i parlamentari pugliesi PD Liliana Ventricelli e Dario Ginefra, il presidente del Gruppo Misto Pino Pisicchio, i colleghi consiglieri Alfonso Pisicchio e Mario Pendinelli, ha esortato i presenti a fare squadra per sanare la situazione di impasse che si è verificata con l’applicazione del ddl sulla scuola.
“Credo sia possibile intervenire in tempi brevi – ha spiegato Lacarra – per migliorare la riforma scolastica con alcune modifiche emendative studiate ad hoc al fine di correggere gli esiti negativi del provvedimento, prima dell’approvazione della legge di stabilità. Da mesi sono al fianco degli insegnanti Gae e quelli di sostegno che, numerosissimi, hanno dovuto lasciare la regione e i propri affetti per trasferirsi a centinaia di chilometri di distanza pur di lavorare e non perdere il posto di lavoro. Dopo aver ascoltato a lungo le loro ragioni e immedesimandomi nel loro disagio, mi ero da tempo impegnato per inserire nella legge di stabilità un provvedimento che evitasse il trasferimento di massa e che invece favorisse la collocazione dei docenti nelle province di appartenenza o quantomeno in ambito regionale. Con l’incontro di oggi, e di concerto con i parlamentari pugliesi, sono convinto che sarà centrato l’obiettivo, data anche la disponibilità di cattedre qui nel Mezzogiorno e la carenza di insegnanti di sostegno che pagano oltremodo una disparità di trattamento rispetto ai loro colleghi di materia”.
Il segretario regionale del Pd, ha chiesto ai parlamentari presenti al tavolo, di stabilire un metodo di lavoro per incardinare in tempi brevi la volontà politica in una proposta concreta che possa incontrare la disponibilità del governo e l’interlocuzione del Ministero dell’Istruzione.
“L’obiettivo è quello di depotenziare i punti di caduta del provvedimento a beneficio della tenuta sociale. Nella mia proposta – ha concluso Lacarra – non ci sono fini politici speculativi ma solamente la volontà di riparare situazioni problematiche che si sono create nella nostra regione”.











