Incredibile e inarrestabile la cavalcata del Lecce che si è conclusa sabato sera 11 maggio intorno alle ore 17 quando l’arbitro ha decretato con il triplice fischio di Lecce-Spezia la promozione dei lupi giallorossi nella Massima Serie, grazie al secondo posto ottenuto dietro al Brescia. 66 punti conquistati, grazie a 66 reti realizzate che sono fruttate 19 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte. La conclusione di un percorso iniziato con Liverani in serie C e terminato col tecnico romano alla guida della squadra messa su dal presidente Sticchi Damiani e da una società solida e coesa alle spalle. Una squadra preparata a luglio con l’innesto di elementi giusti e a dicembre, col mercato invernale, con gli aggiustamenti mirati e precisi. Esaminando le prestazioni in campo a mo’ di pagelle un bel 10 pieno lo prende, senza fare torto a nessuno, secondo chi scrive, Filippo Falco, calciatore che ha permesso al Lecce di essere quella macchina da gol offensiva. I giallorossi hanno la stagione col secondo migliore attacco alle spalle del Brescia di Donnarumma, grazie alle giocate funamboliche del 20 che ha servito tutti o quasi i palloni da cui sono partite le azioni offensive. Alle sue spalle, sempre secondo chi scrive, vanno a pari merito, con un bel 9, le prestazioni di La Mantia (capocannoniere con 17 reti e quarto in classifica generale), Lucioni e Petriccione, veri capisaldi dei tre reparti: pesante, esperienza e visione di gioco le motivazioni di questa scelta. Bene anzi benissimo tutti gli altri, dal primo all’ultimo: giocatori pronti per ogni occasione e capaci di sacrificarsi in ruoli non propri. Mancosu, soprattutto nella prima parte della stagione, capace di inventare e di realizzare gol pesantissimo; Palombi, anche lui autore di una grande prima parte di campionato, poi fermato dall’infortunio; Vigorito, a parte una o due partite, vera saracinesca che ha dato sicurezza al reparto difensivo, non da ultimo il miracolo sul tiro di Gyasi in Lecce-Spezia; Tabanelli, Tachtsidis e Majer capaci di blindare il centrocampo giallorosso, fare filtro e creare una quantità di gioco utile per il reparto offensivo; Venuti, Meccariello, Calderoni reinventati all’occorrenza in ruoli non propri, utili in fase offensiva come in copertura. E poi le così dette riserve, anche se con Liverani di riserve ce ne sono poche: tutti gli uomini sono sempre stati sul pezzo. Una menzione particolare va a Scavone che durante Lecce-Ascoli ha subito un brutto infortunio e ha fatto tremare tutti. Ha praticamente il suo campionato, non riuscendo più a rientrare in campo, tranne nei minuti conclusivi dell’ultima partita.
Riviviamo d’un fiato questa storica e entusiasmante corsa verso la seria A.
Nella prima fase di campionato fondamentale è la forza in trasferta, mentre nella seconda il Via del Mare diventa un vero e proprio fortino inespugnabile. Liverani riesce, nonostante tantissimi cambi fatti ad agosto, ad assemblare tutti i giocatori alla perfezione. Non esistono titolari e riserve, ognuno è pronto una volta chiamato in causa. I reparti sono ben equilibrati, il centrocampo funziona alla meraviglia, grazie all’inserimento di Tachtsidis e nonostante l’infortunio a Scavone continua a macinare il più bel gioco della categoria. La difesa prima con Bovo e poi con Lucioni trova il giusto mix tra esperienza e vivacità garantita da Meccariello e le due fasce. Mancosu e Falco garantistico la fantasia necessaria per servire le punte. Tra queste l’esplosione di La Mantia garantisce gol, punti e bel gioco.
Il Lecce parte subito bene, impressionando tutti a Benevento (squadra, ad agosto, indicata come ammazza-campionato). Per oltre 60 minuti gioca un calcio spumeggiante, che presto diventerà riconoscibile su tutti i campi d’Italia, e si porta sul 3 a 0 al Vigorito. Un passaggio a vuoto di venti minuti costa agli uomini di Liverani ben 2 punti. Il risultato finale sarà 3 a 3 e l’appuntamento con il primo successo in B dopo anni di purgatorio è rimandato. La botta, però, non evita strascichi. Nella seconda giornata i giallorossi non brillano contro la Salernitana (2-2) e nella terza perdono ad Ascoli. Si passa, dunque, da un possibile esordio col botto, a una classifica deficitaria: 2 punti in 3 giornate. Ma il carattere della squadra di Liverani non tarda ad arrivare: prima in rimonta contro il Venezia e poi a Livorno giocando un ottimo match arrivano i primi 6 punti. Siamo a fine settembre e già il campionato entra nel vivo. Il Cittadella ferma i giallorossi in casa sull’1 a 1, ma a Verona, contro l’allora capolista, si gioca la partita perfetta: 0-2 e le squadre di testa iniziano a insospettirsi di un 11 creato solo per salvarsi. A questo punto ci si aspetta la prova di maturità dagli uomini di Liverani impegnati contro il Palermo: la prova non è deludente, ma il Palermo è più squadra, ci crede fino alla fine e allo scadere ottiene i 3 punti con un gol di Pucsas. La botta emotiva è forte, ma i giallorossi si rialzano e raddrizzano una partita nata male contro il Foggia, conquistando 1 punto. A fine ottobre battono in casa il Crotone, ma si arrendono a novembre al Pescara, dopo una partita incanalata in favore degli abruzzesi da parte di un contestatissimo arbitro. Ancora una volta i giallorossi sanno rialzarsi dopo la botta e vanno a vincere, in rimonta, a Cosenza per 3 a 2, in casa contro la Cremonese e a Carpi. Nove punti vitali per far capire a chi ancora avesse dubbi che il Lecce c’è. L’8 dicembre al Via del Mare è di scena il Perugia di Nesta. Forse è la prima partita nella quale gli uomini di Liverani vanno sotto sul piano del gioco: riescono tuttavia a strappare un punto. A Brescia, sette giorni dopo, arriva un altro ko contro una grande dopo quelli con Palermo e Pescara. Questa volta però non demeritano, anzi. Per l’ennesima volta, i lupi riescono a rialzarsi battendo in casa il Padova. Nell’ultima giornata del girone di andata arriva il pari con lo Spezia. Finisce così un girone e un anno, il 2018, che ha regalato grandi gioie, anche inaspettate. Il Lecce è a 30 punti e se la gioca alla pari con le prime della classe. La salvezza, ormai, è tranquilla, e si può iniziare a pensare ad un piazzamento in zona play off.
La società pianifica un mercato dettagliato, minuzioso e centrato: arrivano nel Salento Tachtsidis e Majer, giocatori svincolati ma di caratura internazionale, Saraniti e Tumminello. Il reparto che non viene rinforzato, perché sembra dare ampie garanzie, è la difesa. Purtroppo nel corso della stagione molti infortuni arrivano da lì (Bovo, Calderoni, Fiamozzi solo per dire qualcuno). Partono da Lecce giocatori simbolo che hanno fatto la storia recente del Lecce come Armellino, autore del gol promozione in B, Tsonev, Pettinari e Lepore, una quantità ampia di giovani in prestito a “farsi le ossa” e Chiricò, ormai fuori rosa da mesi.
Il secondo girone parte sulla falsa riga del primo: grande partita contro il Benevento ma solo un punto conquistato. Questa volta però contro la Salernitana i giallorossi ottengono 3 punti e si proiettano nella parte altissima della classifica. Alla terza contro l’Ascoli succede quello che tutti sappiamo: infortunio a Scavone dopo 4 secondi e gara, giustamente, rinviata a data da destinarsi. Si torna in campo dopo una settimana a Venezia, e il Lecce gioca una partita non bella pareggiando per 1 a 1. Dopo 7 giorni arriva una delle partite chiave di quest’anno. Lecce e Livorno, dopo 45 minuti, sono sullo 0 a 2. Liverani cambia la partita in corsa, e i giallorossi riescono a portarla a casa in rimonta, complice una prestazione maiuscola di Falco. L’entusiasmo si spegne però a Cittadella dove il Lecce subisce uno stop inaspettato (4 a 1) dopo una prestazione deludente. Si ritorna al Via del Mare, e il trend di inizio stagione che vedeva il Lecce fortissima lontano da casa viene invertito: i giallorossi battono il Verona per 2 a 1 travolgendoli sul piano del gioco. A Palermo, una settimana dopo, salvati da un Brignoli super, i rosanero battono per 2 a 1 i giallorossi aggiudicandosi il derby del Sud e rispedendo indietro gli inseguitori. Ancora 3 punti in casa contro il Foggia e 1 a Crotone per riprendere fiato, prima di iniziare la serie di 3 partite di fila in casa che, anche a detta di Liverani sono la svolta. 7 a 0 all’Ascoli, 2 a 0 al Pescara e 3 a 1 al Cosenza. 9 punti in una settimana. Purtroppo, però, ancora una volta, lontani dal via del Mare si soffre. A Cremona contro la Cremonese, nonostante una buona gara, non arriva neanche un punto. Si ritorna alla vittoria in casa contro il Carpi, e a Perugia dove con un vero miracolo sportivo, senza difesa, Liverani riesce a vincere una partita assurda. Il Lecce riesce, dunque, grazie ai risultati delle rivali, ad essere artefice del proprio destino. Vincendo tutte e due le partite che rimangono sarebbe in serie A. Non solo, arriva una grossa mano subito dal Palermo che pareggiando contro lo Spezia concede al Lecce la possibilità di salire in A con due giornate di anticipo. Ma a Padova si consuma un bruttissimo pomeriggio di calcio e i biancorossi, impegnati nella lotta per la salvezza, battono i giallorossi. Nel successivo turno il Lecce riposa e il Palermo vince, rimandando il discorso promozione diretta all’ultima giornata. Quello che ormai tutti sappiamo succede negli ultimi 90 minuti: Spezia battuto per 2 a 1 e Lecce in serie A.




















