Si sono conclusi, in realtà in un batter d’occhio i lavori della IV Commissione consiliare convocati per oggi sull’esame della legge di riforma dei Consorzi di Bonifica riguardanti il miglioramento dell’attività e l’analisi sulla situazione debitoria perché, a sorpresa, è stato presentato un maxi-emendamento sul testo di legge che ha rimandato a giovedì la prossima consultazione.
“’Il Governo, come al solito, lavora in modo del tutto autonomo senza ascoltare le opposizioni per migliorare il testo di legge – tuona il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili -: in sostanza questo maxi-emendamento non aggiunge niente di nuovo a quello che già sapevamo, ma sancisce la volontà di lavorare in emergenza e in modo autarchico su un testo di legge che andava migliorato”.
In pratica tutto il lavoro svolto finora, fanno rilevare i consiglieri pentastellati, va a farsi benedire visto che questo nuovo testo di legge si sostituisce al precedente, ma senza in pratica aggiungere nulla di nuovo: il Governo licenzia una norma che ha ben poco a che fare con una riforma migliorativa integrale dei Consorzi, ma punta ad accorpare la parte più redditizia, quella irrigua, in capo all’Acquedotto pugliese.
“La verità – rileva ancora Casili – è che in questo maxi-emendamento si acuisce ancor più il rischio di scivolare verso una gestione privata dell’acqua che da sempre abbiamo combattuto; in più c’è poca riforma intesa come salvaguardia del personale a tempo determinato (gli Otd, operai acquaioli e di bonifica). L’Amministrazione lavora in emergenza, noi lavoriamo su un testo sul quale l’ufficio legislativo si è espresso in ordine alla sua costituzionalità, tutto questo significa aver disperso tempo in mesi di Commissione”.
Il maxi-emendamento è, secondo il vicepresidente della Commissione Ambiente, sotto certi punti di vista anche peggiorativo perché sancisce la cessazione delle funzioni di irrigazione rurale in capo ai Consorzi a partire dal 1 dicembre 2018 per passare sotto la gestione dell’Acquedotto pugliese facendo perdere di fatto la polifunzionalità dei Consorzi di bonifica.
“In tutto questo – conclude Casili – la politica dà dimostrazione di noncuranza dei territori, dei problemi e delle riforme dei singoli Consorzi e va avanti in modo del tutto autoritario, presentando una legge che schiaccia qualunque contributo finora apportato per tentare di migliorare”.











