HomePoliticaMatteo Salvini: "dopo il Referendum torneremo alle urne!

Matteo Salvini: “dopo il Referendum torneremo alle urne!

Dopo la Manifestazione di Firenze ha deciso di mettere i puntini sulle “i” Matteo Salvini, e si candida ufficialmente a leader per la corsa a Palazzo Chigi. “Salvini Premier”, questi i vivaci manifesti blu in stile “Trump pence”, che colorano Piazza Santa Croce e ravvivano lo scenario all’interno del centrodestra.

E se Parisi corre a smarcarsi, Berlusconi fustiga le truppe: “Non ci si può intestare la guida della coalizione se si hanno problemi con Salvini.” In fondo c’è una bella differenza tra chi riempie le sale stampa di giornalisti, e chi le urne e le kermesse di gente. Questo Silvio lo sa bene.

Matteo avanza, e in questa riflessone ripercorre i tratti somatici di due visioni del Mondo, la sua, quella locale e sovranista, e del Governo, globale ed europeista.

Matteo Salvini, prima diserta il Forum Ambrosetti di Cernobbio, poi Assolombarda. Le associazioni degli imprenditori sono schierate dalla parte del Governo? Non era possibile portare le istanze del No (alla riforma Costituzionale) in quelle platee?

“I papaveri delle grandi associazioni degli imprenditori si sono schierati con Renzi, nella speranza di poter continuare a far girare la giostra della globalizzazione che avvantaggia i pochi (loro), e massacra i molti. Io credo che queste associazioni vivano una gravissima crisi di rappresentanza: Opinione condivisa dalle decine di imprenditori che incontro quotidianamente e che non si ritrovano nella posizione dei vertici delle loro associazioni di categoria. Troppo impegnati in forum e passerelle, per occuparsi delle aziende che muoiono di tasse, burocrazia e studi di settore.”

Dopo la Leopolda c’è stata una forte reazione da parte della minoranza Dem. Come mai la “sinistra sinistra” e pezzi di centrodestra condividono molte battaglie? Ha ragione Renzi che siamo nel: “Vecchio contro il nuovo”?

“Il fronte del No è evidentemente eterogeneo, a differenza dei servi di Renzi, che trovano nel mantenimento del proprio potere un prodigioso collante che ne annulla le differenze. Per quanto ci riguarda la condivisione della contrarietà alla riforma costituzionale con forze politiche molto lontane da noi rappresenta solo l’emersione di una reazione trasversale che vuole decretare la fine di questo tragico carnevale renziano. Dal 5 dicembre ognuno prenderà la sua strada, ma spero resti la consapevolezza di questa battaglia comune a fare da argine per eventuali nuove tentazioni di portare a Palazzo Chigi personaggi che non sono passati dal voto degli elettori.”

In Gran Bretagna sembrava stesse andando a vele spiegate dopo la Brexit, sia l’economia che l’iter diplomatico per l’uscita dall’Unione. Però l’Alta Corte di Londra si è messa di traverso. I Giudici sono un problema dappertutto, o è stata corretta la decisione dal punto di vista tecnico?

“La Gran Bretagna è una grande democrazia. Lo ha dimostrato dando la parola agli elettori e soprattutto percorrendo immediatamente la strada indicata dalle urne, sebbene questo abbia portato ad un’immediata crisi di governo. La decisione della Corte paradossalmente rafforza la Brexit che con il voto parlamentare avrà tutti i crismi, formali e sostanziali, per diventare effettiva e irreversibile.”

Marino assolto. Cota assolto. Non è che il giustizialismo spinto stia rovinando le garanzie democratiche di questo Paese?

“E’ l’eterno problema di un Paese dove agli avvisi di garanzia si dedicano le prime pagine, mentre per le sentenze definitive ci si deve accontentare dei trafiletti.”

Sviluppi politici: Quali scenari si aprono con la vittoria dei Sì e quali con la vittoria dei No, il 4 Dicembre?

“Se il 4 Dicembre dovesse prevalere il Si dovremo accettare la realtà di vivere in un Paese colonizzato, composto da cittadini pronti a svendere la democrazia e l’autonomia per un piatto di lenticchie. Fortunatamente il 4 Dicembre trionferà il No e il giorno successivo potremo tornare a respirare: Rottamato Renzi, la parola tornerà ai cittadini che dopo cinque anni di commissariamento europeo potranno riprendersi il diritto di decidere da chi e come essere governati.”

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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