L’intelligenza artificiale generativa è affidabile? La domanda è sempre più frequente. Tra allucinazioni, bias e imperfezioni varie sembra proprio che ad oggi l’AI non sia in grado di sostituire le competenze di un esperto.
Un quadro di conoscenze limitato
Sono 16 milioni gli italiani che, stando a quanto riportato dall’Osservatorio
Rixalto Media, ricorrono all’AI. Le motivazioni sono le più varie: si acquisiscono informazioni, si riceve supporto nel lavoro, nello studio o persino su temi legati alla salute.
È interessante notare, però, che l’analisi condotta da Geosnap, che ha esaminato 113.000 risposte, è arrivata alla conclusione secondo la quale gli strumenti come ChatGpt attingono sempre dalle stesse fonti. Addirittura, una risposta su due farebbe riferimento ad un’unica enciclopedia in rete. Basti questo per darci un’idea di quanto sia limitato il bacino di riferimento dell’AI.
A ciò si aggiunge che, in mancanza di nozioni e con l’obiettivo di soddisfare la richiesta, l’AI sarebbe comunque incline ad inventare di sana pianta una risposta. Oltretutto, la citazione da altri portali può essere esaustiva in alcuni casi, ma fuorviante in altri. Lo strumento non è per ora in grado di contestualizzare quanto gli viene richiesto.
Bias e pregiudizi dell’IA VS la parola dell’esperto
Attingendo da internet l’IA acquisisce pregiudizi e discriminazioni senza il benché minimo spirito critico. La mancanza di una coscienza e di una capacità riflessiva indipendente testimoniano l’importanza di consultare solo fonti affidabili o esperti del settore.
Il limite del “copia e incolla” proprio dell’IA emerge soprattutto quando si effettuano richieste specifiche. Se intendiamo risalire all’origine di un sintomo, l’IA tenderà a raccogliere tutte le ipotesi offerte in rete restituendo un quadro anche oltremodo allarmante e rimedi non pertinenti. Il medico a conoscenza del paziente e della storia clinica saprà, invece, decifrare tanto l’origine quanto la risoluzione del malessere.
È lecito diffidare dell’IA anche su questioni finanziarie. Le statistiche dei mercati cambiano rapidamente e solo l’analisi critica di un soggetto competente, che tiene conto di più fattori specifici e variabili, può fare la differenza.
Lo stesso vale sul fronte del gioco digitale, dove l’algoritmo fatica a distinguere le piattaforme ingannevoli da quelle sicure. In questo caso, l’intervento umano diventa fondamentale: l’utilizzo di portali specializzati che effettuano un confronto tra i migliori casino online permette di valutare non solo la convenienza delle promozioni, ma anche la reale qualità dell’assistenza, la trasparenza dei contenuti e, soprattutto, la validità delle licenze legali.
Dunque, l’algoritmo può essere considerato un assistente di ricerca valido. Senza dimenticare, però, che per le questioni importanti della nostra vita – salute, economia e relazioni – lo strumento deve arretrare. Nessun modello linguistico potrà, infatti, replicare il buon senso, l’esperienza e la capacità di interpretazione dell’essere umano.











