Ore 21:16, Rai2. L’intervento di Vittorio Sgarbi a “Virus” sullo scandalo Volkswagen è stato un capolavoro. E’ riuscito a coniugare arte e attualità con una genialità da premio Nobel, riuscendo anche a dare, benevolmente, dello “stronzo” a Renzi.
Ore 21:20, Canale5. Una sempre bellissima Alessia Marcuzzi, inguantata in un abito nero semitrasparente, fa la sua comparsa nell’avveniristico nuovo studio del Grande Fratello, dispensando sorrisi senza canzoni al pubblico. Le premesse e promesse di un’edizione scoppiettante ci sono tutte, cominciando dalla presenza come opinionista di quel macho di Cristiano Malgioglio, che sfoggia un ciuffo di inedito color cobalto intonato ai calzini ma non alle unghie, e di Claudio Amendola dal colorito itterico e l’aria di chi non sa cosa ci sta a fare lì.
Dopo i convenevoli di rito cominciano a sfilare i concorrenti, a partire dall’ortopedico per cui tutte le donne si farebbero spezzare una gamba con un’entrata come quella di Lanna su Joao Paolo: alto, bello, laureato, sicuro di sé, arguto. Insomma, si capisce dal primo istante che il suo agente punta molto sul suo successo! Il bel dottore entra nella nuova casa, elegante e ipertecnologica, mentre il popolo di sinistra si domanda perché i profughi non possono essere accolti in un ambiente simile invece che negli hotel a 4 stelle o nel bivani di Salvini. Malgioglio lo fissa mantenendo un contegno inusuale, suscitando l’ira dietro le quinte degli autori che puntavano su una “sfrociata” degna de I Nuovi Mostri. Amendola abbozza qualcosa, sottolineando che il suo apprezzamento verso la beltà del giovanotto non ha nessuna componente omosessuale.
Esaurita una buona oretta spesa sul leit-motiv “ma quanto sta bono?!”, scorrono gli altri concorrenti, quasi tutti irrilevanti ai fini dei dati d’ascolto, fin quando non compare quello che dovrebbe essere l’ennesimo esperimento antropologico nelle intenzioni dei cervelloni Endemol: Rebecca. Rebecca ha una storia delicata e bellissima, da uomo a quasi prete a trans. Malgioglio non coglie la delicatezza dell’argomento (sic!) e chiede numi ad Amendola, svegliandolo dal torpore, con un testuale “Ma questa Rebecca è un Rebecco?”.
Grasse risate e si continua con altri anonimi concorrenti, tra il caso umano adottato e il latin lover barese dall’evidente bisogno di cure psichiatriche. Il culmine della serata si raggiunge nel momento dell’entrata di una coppia di simpatici fratelli, consumati cabarettisti, con uno dei due non udente e con comprensibili problemi di pronuncia. Qui Amendola si rende conto che viene pagato per scaldare la sedia e decide di dare un segno di vita, perculando la dizione del ragazzo. Il gelo cala in studio e Claudio sgrana gli occhi, rendendosi conto di aver detto qualcosa di sbagliato e correndo a prendere un litro di caffè per non addormentarsi più durante la diretta.
Ultimi concorrenti, qualche chiacchierata e fine della trasmissione.
Il Grande Fratello è tutto qui: hashtag su twitter, foto su Instagram e cronache su facebook. Più social che mai, per coinvolgere il pubblico e anestetizzarlo in massa. Che sia trash o per davvero sociologia è un’opinione strettamente personale, ognuno è libero di cambiare canale e decidere cosa guardare. Ma forse abbiamo bisogno di questi programmi che alla fine, nuociono solo ai concorrenti mettendoli al centro del pubblico ludibrio e vanificandone i sogni di gloria senza spaccarsi la schiena. Staccare per qualche ora la spina dai problemi quotidiani concentrandosi sull’idiozia umana non ha fatto mai male a nessuno. Ma, per carità! Televotare no! Perché significherebbe crederci davvero.
E, comunque, non servirebbe a nulla. Il vincitore è noto, il copione è scritto, gli attori sono entrati nella parte. Godetevi la sit-com ma non dimenticate che la bravura è tutt’altra cosa.











