Fino a qualche anno fa erano in pochi a conoscere le potenzialità del marchio Huawei in Italia. Chi comprava uno smartphone Huawei lo faceva soprattutto per risparmiare e veniva etichettato come “strano”.
Tutto è però cambiato in seguito all’annuncio della partnership con Google che ha portato alla ribalta il brand e comportato un salto tecnologico e qualitativo molto più che rilevante, questo insieme al recente accordo con Leica, una delle aziende leader del settore dell’ottica e attive nella produzione di microscopi, fotocamere e strumenti geodetici, ha fermato prima, ed invertito poi la situazione. Oggi il fatto che le quotazioni di Huawei in Italia fossero costantemente in aumento ormai è un dato molto più di consolidato, lo conferma anche il Sole 24 ore sottolineando come che il colosso cinese ha ora conquistato la seconda posizione nel mercato smartphone italiano raggiungendo una quota di mercato del 19,7% e scavalcando ipso facto Apple e puntando in maniera decisa a soppiantare Samsung come leader del mercato.
Per Huawei il nostro Paese, nel tempo, è diventato il secondo mercato al mondo più ambito nel settore consumer. Una sezione cresciuta ad un ritmo spropositato: nel 2015 su 60,8 miliardi di dollari di ricavi globali, 20 sono arrivati dalla vendita di dispositivi; in crescita del 73%. Le reti hanno invece totalizzato 35,8 miliardi (+21,4%) e l’enterprise 4,3 miliardi (+43,8%).
“In Italia abbiamo costruito la nostra fondazione grazie al rapporto con gli operatori e siamo cresciuti con il focus sul retail. Abbiamo lavorato molto sui punti vendita e su un’offerta che contempla molte fasce di prezzo”, spiega Daniele De Grandis, executive director di Huawei consumer in Italia.
Rilevanti anche gli investimenti su pubblicità e sponsorizzazioni, a partire dalle squadre di calcio.
E proprio della crescita di alcuni marchi di telefonia mobile nel mercato italiano si è parlato alcuni giorni fa a Bari, nell’Aula Magna della Facoltà di Economia dell’Università, con l’edizione 2.0 delseminario didattico “SmartRevolution”.
Il dibattito si è, per l’appunto, incentrato sul vero e proprio boom dei brand cinesi, oltre allo scottante tema della privacy sollevato dal conflitto tra Apple ed F.B.I. derivato dall’attentato terroristico di San Bernardino.
Presenti anche i rappresentanti delle nuove aziende emergenti asiatiche (Oppo, Huawei, Xiaomi, Meizu e Vivo).
La seconda edizione ha rappresentato un ulteriore passo in avanti rispetto allo scorso anno, con 500 persone intervenute dal vivo, 135.000 persone connesse in contemporanea nella diretta streaming nel picco massimo e, addirittura, 106.000 tweet con l’hashtag ufficiale del seminario #SmartRevolutionUniba.
Il risultato è che oggi il marchio Huawei è conosciuto dall’87% degli italiani, ed è giunto il momento di un nuovo balzo tecnologico: con il nuovo smartphone P9 Plus (che recensiremo a breve) “vogliamo presidiare l’area premium. Puntiamo sull’innovazione, a partire dalla capacità hardware e dalla fotocamera grazie a un accordo con Leica”, lo ha affermato Walter Ji Presidente di Huawei Consumer Business Group per l’Europa Occidentale che ha tenuto a chiarire “No, da subito abbiamo parlato di co-ingegnerizzazione con Leica gettando le basi di un lungo percorso di collaborazione” sottolineando come l’accordo con Leica non sia soltanto di “facciata” ma riguardi lo sviluppo di algoritmi, meccaniche e ottiche di cui Leica che si pone come garante della qualità.











