La notizia era nell’aria e da oggi è ufficiale. Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, che comprende i sei membri del Comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro, ha deciso oggi di ridurre di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Nel dettaglio, i tre tassi di interesse di riferimento sono i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale e quelli sui depositi presso la banca centrale con una riduzione rispettivamente al 4,25%, al 4,50% e al 3,75%, con effetto dal 12 giugno 2024. È certamente una notizia importante: si avvia così una fase di normalizzazione della politica monetaria europea. Questa decisione segue una serie di dieci aumenti consecutivi dei tassi avvenuti tra luglio 2022 e settembre 2023, che hanno portato il tasso dei depositi, quello che viene solitamente attenzionato dai risparmiatori e investitori, dallo -0.50% al 4 %, un cambiamento necessario per contrastare l’inflazione più alta dagli anni ’70 ad oggi.
Si tratta di una notizia molto positiva perché il taglio, sebbene modesto, segna l’inizio di un cambiamento significativo che influenzerà certamente tutti i settori economici dell’economia reale. Con la riduzione dei tassi infatti, ci si aspetta sul medio lungo termine una diminuzione del costo del denaro, con un più facile accesso al credito e la fine di tassi inaccessibili, soprattutto per le giovani coppie, che fanno parecchia fatica per pagare il mutuo di una casa. Gli analisti di mercato prevedono di qui alla fine dell’anno ulteriori tagli di 25 punti base, il che manterrebbe condizioni restrittive per il 2024.
Secondo la BCE, l’inflazione di fondo è scesa, rafforzando i segnali di un indebolimento delle pressioni sui prezzi, e le aspettative di inflazione hanno registrato finalmente una flessione su tutti gli orizzonti.
Ulteriori decisioni saranno prese riunione per riunione senza impegnarsi in anticipo ma basandosi sui dati reali.
Obiettivo della BCE resta quello di un ritorno tempestivo dell’inflazione al suo obiettivo del 2% (oggi al 2.6% a livello europeo) sul medio termine. Infatti, come indicato nel comunicato stampa diramato in queste ore, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.
La BCE ha tagliato i tassi. Cosa vuol dire?

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