HomePoliticaLa lezione francese, quando si rinnoverà la classe politica nel nostro Paese?

La lezione francese, quando si rinnoverà la classe politica nel nostro Paese?

Mentre in Italia continuano i dibattiti sul Pandoro-gate e sui lavori parlamentari chiusi in anticipo causa derby di Coppa Italia, in Francia viene nominato il nuovo Primo Ministro all’età 34 anni. È di qualche giorno fa infatti la notizia, che ha fatto il giro del mondo, di Gabriel Attal eletto come Primo Ministro dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Attal ha già ricoperto diversi ruoli come Ministro della Pubblica Amministrazione prima e dell’Educazione poi. Salito a Matignon negli ultimi giorni per il passaggio di consegne con la Premier uscente Élisabeth Borne, Attal incarna il desiderio di molti francesi di lanciare una nuova generazione politica di millenials sfidando quella dei baby boomers, attualmente al potere.  La mossa punta a contrastare politicamente, in vista delle elezioni europee di giugno, lo sfidante Jordan Bardella classe ’95 del Rassemblement National cresciuto nelle fila di Marine Le Pen e dato in vantaggio negli ultimi sondaggi.
Insomma un cambio di passo importante se si pensa, tra le altre cose, che anche Macron, Presidente della Repubblica, ha soli 47 anni e che non è il suo primo mandato all’Eliseo. Quello del ricambio generazionale alla guida del paese, non è sicuramente un caso isolato, si pensi all’elezione del Cancelliere austriaco Kurz a soli 31 anni e della Premier finlandese Sanna Marin a soli 34 anni. Insomma, mentre nel resto dell’Europa la nuova classe dirigente si fa largo con figure giovani, dinamiche e con tanta voglia di fare, in Puglia e in particolare nel capoluogo di provincia, Bari, imperversa ancora il toto nomi che divide partiti di centrodestra e di centrosinistra e apre il dibattito sui social e nelle vie della Città. Poche le certezze e tanti i dubbi però. A sinistra, oggi si candida ufficialmente Pietro Petruzzelli classe, ’75. A destra nelle ultime ore, si fa largo il nome di Fabio Romito, classe ’88.
Tuttavia, prima di pensare a nomi e poltrone, si pongano alcuni quesiti al candidato Sindaco: uomo o donna che sia, cosa vuole fare per la città? E noi cittadini, cosa dobbiamo aspettarci? Cosa vogliamo che realizzi? Occorre ripartire da una partecipazione più attiva ai programmi per lo sviluppo futuro della Città e della Regione, altrimenti si finirà per subirne passivamente le decisioni, magari con l’astensionismo a farla ancora da padrone.
Certo, qualcosa la politica d’oltralpe può insegnarcela: che l’unico modo per sostituire le élites politiche, sedute da troppi anni e troppo comodamente su quelle poltrone, mettendo in crisi la democrazia rappresentativa del paese, possano e debbano essere i giovani. Puntare sui giovani non deve essere o sembrare un azzardo né tantomeno uno slogan acchiappa voti. Ma deve rappresentare un impegno serio e duraturo per intraprendere un percorso, lungo ma efficace, per portare a termine gli obiettivi prefissati.

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