La Settimana Santa – I simboli della festa Pasquale

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Per i bambini la Pasqua è soprattutto “la sorpresa nell’uovo”, per molti grandi è invece grandi scorpacciate di agnello al cartoccio. Eppure, senza nulla togliere alle numerose bontà che fanno bella mostra di sé sulla nostra tavola, sarebbe opportuno riflettere sul reale significato di questi e degli altri simboli della Settimana Santa.

Occorre, anzitutto, fare una distinzione tra i simboli religiosi e quelli appartenenti alla tradizione popolare. I simboli religiosi per eccellenza sono il fuoco, il cero e l’acqua, che occupano un posto dominante nella complessa liturgia della Veglia della notte di Pasqua. E’ evidente che il fuoco rappresenta il trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo, della vita sulla morte. Il Fuoco alimenta il Cero pasquale, simbolo di Cristo che risorge, la luce della vita, che impedisce all’uomo di camminare nelle tenebre. L’acqua è l’elemento che purifica ed il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo; la notte di Pasqua è la notte battesimale per eccellenza, il momento in cui il fedele viene incorporato alla Pasqua di Cristo, che rappresenta, perciò, il passaggio dalla morte alla vita.

Partendo da queste basi, val la pena sottolineare che molti simboli pasquali della tradizione popolare hanno una origine ed una simbologia pagana. Primo fra tutti l’uovo di cioccolata, simbolo della vita che nasce, del passaggio dal sonno alla veglia, dall’inverno alla primavera. La Pasqua è anche festa della primavera, dunque della fecondità e del rifiorire della natura Del resto, era tradizione pagana donare uova, in segno di augurio, all’inizio della primavera. Le uova rappresentano il freddo e triste sepolcro, spazzato via da Cristo che risorge e vince la morte. Ecco perché al termine della Settimana Santa ci si scambia l’uovo con la sorpresa: l’uovo è come il sepolcro, che contiene in sé il germe del rinnovamento che vince la morte.

La colomba è quella che, nell’episodio del diluvio universale descritto nella Genesi, ritornò da Noè tenendo nel becco un ramoscello di ulivo. Era una sorta di messaggio: il castigo divino si era concluso, le acque del diluvio si ritiravano ed iniziava un’epoca nuova per l’umanità intera. La colomba diventa quindi simbolo della pace portata nel mondo da Gesù. Da qui la consuetudine di regalare, nella Settimana Santa, la colomba, un dolce la cui forma ricorda quella di una colomba con ali distese: regalare la colomba è come un augurio di pace.

L’Ulivo, è chiaro, è il simbolo della Pace: rappresenta Dio che “fa la pace” con gli uomini, attraverso il dono di suo figlio Gesù, che vince la morte per dare anche a noi la possibilità di risorgere.

L’agnello ha invece un significato sacrificale e rappresenta l’innocenza e il candore, quelle sul quale andrebbe ricostruito il mondo: mangiarlo è come “votarsi” alla bontà. Ma tra i diversi richiami pasquali che fanno bella mostra di sé nelle vetrine dei negozi compare anche un simpatico coniglietto che porta delle uova. La sua presenza non è casuale ed è un ulteriore simbolo di Cristo, perché, come Gesù, non ha una tana, un posto dove poter riposare, ed è indifeso e vulnerabile di fronte alla malvagità degli uomini. Il coniglio, inoltre, richiama la lepre che, per la caratteristica di cambiare colore del manto secondo la stagione, venne indicata da sant’Ambrogio come simbolo della risurrezione.

Le palme, i datteri, i vegetali ed i cereali utilizzati come elementi decorativi negli addobbi e nelle scenografie dei riti pasquali hanno un evidente significato di rinascita e rigenerazione della vita: il passaggio dall’inverno, stagione in cui la natura muore, alla primavera, in cui la vegetazione e la natura risorgono a nuova vita. Così è per quei fragili germogli di grano, o le piantine con le quali, nella tradizione, si addobbano i Sepolcri allestiti nelle chiese la sera del Giovedì Santo. Punto focale della devozione eucaristica, essi simboleggiano, con il tabernacolo aperto e l’eucaristia esposta, la nuova vita che deve germogliare, la rinascita della Natura e, attraverso Cristo, del mondo.

Fa da cornice musicale a tutti questi simboli, la musica delle campane, che, a volte, si regalano anche in forme di cioccolato. Esse sono gli strumenti più adatti a trasmettere velocemente e con gioia il “lieto annuncio” della Resurrezione.

Tra un boccone d’agnello e un pezzo di cioccolata, non ci resta che sperare che le campane della nostra vita possano suonare sempre a festa come nel giorno di Pasqua.

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