HomeCulturaLa "Terra" di Stefania Dipierro è un concetto di "Base"

La “Terra” di Stefania Dipierro è un concetto di “Base”

Accogliamo con grande favore “Base terra”, l’ultimo lavoro discografico di Stefania Dipierro, prodotto artistico rigorosamente made in Puglia; laddove “terra”, diciamolo subito, non sta tanto per un luogo geografico, quanto per un luogo dello spirito e dell’anima, dove poter realizzare sé stessi in assoluta libertà. E sono proprio i temi della libertà, della pace, dell’amore e della realtà intesa come vita vissuta con coraggio che hanno ispirato la cantante barese: una sorta di “peace and love” degli anni ’60 rivisitata da chi appartiene alla generazione successiva. Sono 14 tracce di cui sette, “Contemporanea”, composte da lei e sette, “Tradizione”, omaggi ad artisti perlopiù brasiliani. Il disco è uscito nei negozi il 12 ottobre per l’autorevole etichetta Egea Incipit Live, col sostegno di Intersuoni e Puglia Sounds. Le composizioni originali sono maturate quasi di getto, frutto di suoni e parole a lungo meditati e metabolizzati nel tempo: appena Stefania si è seduta al suo vecchio pianoforte “rispolverato” dal dimenticatoio e rimesso a nuovo, le canzoni sono nate quasi spontaneamente. Ha poi chiamato un gruppo di amici musicisti, praticamente l’élite del jazz barese, e ha formato per l’occasione la “Paz Community”, dove “paz” è parola portoghese che sta per pace. E il portoghese è anche una delle tre lingue usate da Stefania insieme a quella inglese e alla nostra, naturalmente.

Per presentare il disco al pubblico barese Dipierro giovedì scorso è salita sul palco del Royal, fiera di un album nel quale crede moltissimo. La sua storia racconta di studi al Coservatorio Tito Schipa di Lecce e poi a quello di Bari (canto lirico). Negli anni’90 vive a Bari, dove è nata, l’esperienza dell’associazione culturale “Fez”, autentica fucina di talenti, fra i quali menzioniamo insieme a lei Nicola Conte, chitarrista e manipolatore di suoni, e Gaetano Partipilo, sassofonista. L’orientamento jazz viene poi perfezionato alla corte di Rachel Gould, Elvin Jones e David Liebman. Oggi Stefania è una interprete di razza che spazia dalla musica brasiliana, sua grande passione, alla musica afro, jazz, northern soul e british pop anni ‘80.

Ora è tempo di “fermarsi e pensare”, guardarsi intorno e fare il punto della situazione, dando un taglio ai sogni, coi piedi per “terra”. In realtà la cantante barese continua a volare, quando parla di Pace e Amore, termini di cui si fa largo (ab)uso ma che indicano valori sempre più desueti; non però se parla di amicizia, perché con lei ci sono gli amici di sempre, sulla scena come nel disco: Mirko Signorile al pianoforte, Gaetano Partipilo al sax, Fabio Accardi alla batteria, Antonio Oliveti alle percussioni, Vince Abbracciante alla fisarmonica e Giuseppe Bassi al contrabbasso (nel disco c’è Marco Bardoscia), tutti musicisti affini per formazione e sensibilità.

Le canzoni scorrono godibilissime, tutte presentate con garbo da Stefania che snocciola il suo pensiero, il desiderio che le cose cambino, saltando dal brit pop di “Take Courage” e “We Got Peace” al brasil funk di “Base Terra”, da “Coracao de Locura” e “Deixa Tudo”, dagli evidenti echi brasiliani, fino alla mediterranea “Girandole di fiori”. Ma il capolavoro autentico, diventato anche un videoclip girato da Magrone Produzioni, è “Vortici di idee”: si apre sul suono di un carillon con la “Ninna nanna” di Brahms, musica dolcissima e infantile per un sonno da cui ci si risveglia all’improvviso sul tempo di un ritmo anni ’80. Nella sezione “Tradizione” troviamo tributi a Caetano Veloso (“O quereres” e “Relance” per superare con la musica situazioni politiche di disagio), a Chico Barque (“Samba e Amor” e “O que serà”), a Moreno Veloso (“Assim”, splendido crescendo), a Pixinguinha (“Rosa”); e c’è anche una cover di “Ankle Injiuries” degli inglesi Fujiya e Miyagi, un gruppo britannico di musica elettronica.

Da sottolineare l’apporto di tutta la Paz Coomunity, anche a livello di idee in studio in fase di registrazione. Signorile, Partipilo e Abbracciante sono rifinitori di lusso e i loro assolo donano freschezza e importanza alle canzoni. Senza il loro apporto la musica non sarebbe stata la stessa.

Un disco al di sopra della media, ricco di spunti e motivazioni, sentito e vissuto in profondità. Stefania ci crede molto. Noi pure.

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Redazione
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