Un Lecce concreto e solido batte il Carpi per 1-0 in una partita tutt’altro che spumeggiante, conquista 3 punti ma non solo. Ora è al secondo posto ad un punto dal Palermo. Qualora il Pescara non dovesse vincere a Perugia sarebbe solo a inseguire i rosanero.
Concreto perché sfrutta l’unica vera occasione da gol, capitata sul sinistro di La Mantia; solido perché in difesa, dove giganteggia Lucioni, non lascia spiragli al Carpi che nonostante un buon secondo tempo non è mai pericoloso.
Il match inizia in discesa per i giallorossi con il supporto di oltre 2000 tifosi arrivati da Lecce o sparsi nel resto d’Italia. Liverani lascia per la seconda volta Tabanelli in panchina, e si affida ad Armellino che domenica scorsa contro la Cremonese non ha demeritato, anzi. La settimana di omaggio ai calciatori Lorusso e Pezzella, morti in un incidente stradale 35 anni fa, e a cui proprio ieri è stata dedicata la Curva Nord dello stadio Via del Mare, vede la bella iniziativa di giocare con una divisa su cui compaiono in bella mostra le foto dei due giocatori rimasti nel cuore di tutta la città.
Il campo è in condizioni pesanti, dato il maltempo dei giorni precedenti al match. Infatti grandi giocate tecniche non se ne vedranno. E’ un match in cui i due sanguigni allenatori punteranno più al concreto.
La partita
I primi dieci minuti mostrano un Lecce feroce, che aggredisce subito i suoi avversari costringendoli all’angolo. Al sesto Colombi deve deviare in angolo un gran tiro di Calderoni dal limite dell’area; un minuto dopo il portiere si ripete su calcio d’angolo pericoloso. Al nono Mancosu ci prova da fuori, ma il tiro finisce a lato. Il Lecce parte ad alto tasso di convinzione e concentrazione e la partita viaggia ad un ritmo elevato. Ma il Carpi è bravo a spegnere questo incendio e a ottenere qualche minuto di break. Il pressing del Lecce si fa meno alto e gli uomini di Castori provano a farsi vedere dalle parti di Vigorito. L’unico attivo, però, è Concas che sbraita e si danna per trovare uno spazio. Ma la difesa del Lecce è attenta.
Al 30esimo ricomincia il martellamento giallorosso. Falco è scatenato, il centrocampo gli copre bene le spalle. Allo scoccare del minuto 35 iniziano gli omaggi della Curva Nord a Lorusso e Pezzella, ed è proprio qualche secondo prima che scatti il 36 che La Mantia, sfruttando una deviazione di testa di Armellino dopo un cross di Falco, trova un sinistro al volo che batte Colombi e porta in vantaggio il Lecce.
Il primo tempo scivola senza altri episodi degni di nota.
Il secondo tempo riporta in campo un Carpi da un altro volto. Arrighini viene mandato sul terreno di gioco al posto di Piscitella, in effetti un po’ evanescente nella prima frazione di gioco. Quello che salta agli occhi è proprio l’atteggiamento diverso dei biancorossi. Concas, che nel primo tempo, come detto, ha creato un po’ di scompiglio, ci prova seriamente due volte in un minuto. E’ il 48esimo e prima calcia in porta da dentro l’area di rigore, facendosi fermare da Vigorito, e poi di sinistro, da fuori area, non trova la coordinazione giusta, calciando malamente. Sono comunque segnali di ripresa.
Il polacco Pachonik, un po’ spento nella prima parte, prende in mano la fascia destra e si fa vedere sempre in maniera pericolosa, cercando cross utili per i suoi attaccanti. Inoltre ingaggia con Calderoni un bel duello.
Il Lecce, finalmente, intorno al 56esimo si fa vedere. Armellino di testa impegna Colombi. Intorno al 73esimo Lucioni salva il Lecce. L’occasione più importante della gara capta a Arrighini che, sfruttando un tocco di mano di Concas, si trova a tu per tu con Vigorito. Deve solo battere a rete, ma il difensore ex Benevento gli soffia il pallone ed esce dall’area palla al piede come un libero di altri tempi. Neanche il francese Machach, entrato per Mokulu, riesce a sbloccare la partita e a trovare lo spiraglio giusto. Un’altra occasione capita sulla testa di Concas che sfruttando un cross da destra colpisce di testa ma dirige il pallone troppo a lato. Il match arriva fino alle fine senza brividi e regala ai giallorossi il secondo posto. Se sarà in solitaria o meno dipenderà da Perugia-Pescara di questa sera.
Migliori in campo
La palma del migliore in campo, secondo il giudizio di chi scrive, va a Lucioni, autore di uno splendido match, fatto di interventi decisivi e di autorità nel reparto difensivo. L’ex Benevento dirige comunque una difesa che merita un 7 pieno se pensiamo alle prove di Meccariello, convincente e sicuro, e di Venuti e Calderoni, ormai divenuti realtà sulle fasce. Arrigoni e La Mantia gli altri due da segnalare, perché svolgono un lavoro di sacrificio e precisione, sia in fase di costruzione che di difesa. In ogni caso tutti gli uomini impiegati da Liverani, benché il match non sia stato brillantissimo, sono ben oltre la sufficienza.
Per il Carpi Concas è sicuramente il più attivo, il polacco Pachonik ci prova in tutti i modi ed è molto fastidioso in fase offensiva. Spenti Jelenic e Mokulu.




















